Aiutare un altro atleta come ha fatto il belga Tim Van De Velde è solo “un piccolo gesto”‘?
Tokyo 2025 non è solo medaglie italiane, che arrivano belle copiose, per fortuna. E’ il “piccolo” gesto di Van de Velde gesto, sono gli inchini al pubblico degli atleti giapponesi…
Andiamo con ordine.
Il 25enne siepista belga Tim Van de Velde stava per finire penultimo la sua batteria dei 3000 spiepi, tra l’altro dopo una brutta caduta. Prima di concludere la gara, l’unica ai mondiali di atletica di Tokyo, si è voltato e ha visto che un altro atleta, Carlos San Martin (Colombiano), anche lui caduto prima, non riusciva quasi ad andare avanti.
A quel punto che fa? Torna indietro e offre il suo aiuto all’altro atleta. Tagliano il traguardo insieme, perché vincere non è mica tutto, nello sport. Conta mettere tutto in gioco e quando si perde, farlo nel modo giusto
Non è un caso che tutto questo succeda nei 3000 siepi, specialità antica, in cui i tempi non migliorano da tempo perché così diversa dalle altre. Se sei forte fai i 1500, i 5000, i 10.000. Ancora: se sei fortissimo le specialità veloci. Se sai ‘solo soffrire, eccoti i 3000 siepi, dove non per caso noi italiani abbiamo avuto grandi atleti come Panetta.
Non posso non emozionare anche tutte le atlete e gli atleti giapponesi che dopo l’arrivo sorridono sempre, anche quando sconfitti. E si inchinano al pubblico che li applaude. Hanno dato tutto, hanno fatto tutto ciò che andava fatto e non hanno niente da recriminare e da sognare in più.
“È stato un gesto naturale – ha detto il belga Tim Van de Veld dopo l’arrivo (lo riportiamo da Fanpage.it) – La sfortuna continua a perseguitarmi, questa è la terza competizione importante in cui mi ritrovo a terra. Sono super deluso, avevo ottime gambe e con questa caduta è crollato tutto. Poi ho avuto tutto il tempo per pensare negli ultimi giri e quando ho visto un altro in difficoltà, mi sono detto ‘perché no’. Dopotutto, la mia gara era rovinata. Non è stato molto, solo un bel gesto”.
No, caro, Tim non è stato solo un bel gesto.
In queste piccole cose si racchiude l’essenza dello sport, che non serve a niente, senz’altro non serve oggi a fermare le guerre e non aiuta le nostre “coscienze” (averla, la coscienza)… ma almeno ci fa pensare che sul campo di gare l’uomo dà il meglio di sé, con correttezza.