C’è Cattelan l’artista (Maurizio) e c’è Cattelan quell’altro. Quello ‘sbagliato’, quello pop. E non certo davvero popolare. Pippo Baudo era popolare, Gerry Scotti pure. Ale, no. Però piace. E’ cool. Molto.
Testimonial Vodafone e Gilette, editore indipendente con la sua piccola ma combattiva Accento Edizioni, speaker a Radio Deejay. E ancora showman in teatro (già in programma 15 date nei teatri di tutta Italia per l’autunno ’25 per “Benvenuti nell’AI”, dopo il successo dello show del 2024), presentatore tv in Rai e altrove.
Come si fa a raccontare quel che fa Ale Cattelan, senza esserne dannatamente invidiosi? Intelligente, bello ma non troppo, ha pure una bella famiglia, che spesso racconta su Radio Deejay.
Senza mai tirarla in mezzo, perché è intelligente. A volte si lamenta perché lo definiscono ‘giovane presentatore’, mentre ha 44 anni. Solo lui, che a tratti è proprio bravo, poteva invitare in radio Francesco Oggiano. Ogni mese.
E’ una lamentela banale quella di C. sul fatto che i media su di lui sian superficiali. Tutti sappiamo che dei famosi gossip & addetti ai lavori dicono soprattutto idiozie. I famosi lavorano poco e niente, che almeno tacciano sui pochi problemi che la fama reca. Ma Cattelan è perfetto perché imperfetto. Quando intervista il suo amico Alessandro Borghi nel suo nuovo podcast, Supernova (certo, fa anche i podcast), *azzeggia, certo, ma con tale maestria che è difficile non divertirsi.
Ecco, quella del sano *azzeggio, poco egoriferito, è la sua cifra stilistica. In tv, quando ha avuto briglia sciolta, si è messo a scopiazzare David Letterman (come tutti, certo).
In radio non fa altro che dire “se questo fosse un programma fatto bene”… e giù risate. Sembra un po’ l’amico del liceo che vuol farti divertire davvero e per questo ci riesce, anche quando non è così divertente.
Siccome è intelligente, non si arrabbierà se scriviamo che è il perfetto talent contemporaneo, perché monetizza tutto. Talent in inglese non vuol mica dire talento, significa personaggio. Cattelan forse non resterà nella storia della tv come Pippo Baudo o Amadeus, in radio Linus alla lunga lo batte, i podcast in fondo li fa da poco. E certo, la storia di teatro ed editoria forse non la farà. Ma che conta, si prende tutto. Senza faticare.
E magari avvicina qualcuno al (vero) teatro, alla letteratura, alla tv non urlata, alla radio che fa divertire. E tutto senza perderci troppo tempo. Fa proprio bene. W Cattelan. Radio, tv, podcast e robe simili non mica faccende serie.
Prima di andare a New York per la terza volta, un mese fa circa (dico tre volte, anche se magari per un benestante sono poche, ma per me sono tante; economicamente, dico)… mi sono comprato la sua guida dedicata alla città. Si chiama “La mia New York” o roba del genere.
Ovviamente C. non l’ha scritta da solo, si è fatto aiutare dal direttore della sua casa editrice. Ho comprato anche altre due guide e ovviamente è stata la sua guida quella che ho utilizzato meno. L’ho lasciata a casa prima di partire. Ma l’ho letta quasi tutta. Però non è male. Ci sono tanti guest tipo Renzo Piano. Le parti non scritte da Cattelan si leggono proprio volentieri.
Lorenzo Tiezzi x M!X / AD!