Low Steppa e Dj Dove, due colpi di house in piena quiete

Fine 2025, anno di magra creativa. La house e la dance sembrano in ferie permanenti, anestetizzate da release in fotocopia e algoritmi. I dischi buoni si contano sulle dita di una mano. Eppure, ogni tanto, qualcosa si accende. Due nomi, due brani, due segnali di vita in un panorama più piatto del BPM medio su Beatport.

LOW STEPPA, RUE JAY, REZA, CHUCK ROBERTS – “THE CREATOR” (TOOLROOM)


Macchina da guerra perfetta, instancabile in studio e in console. Dopo la fortunata e furba “Got The Funk” su Defected e l’esplosivo remix per “Felicidad” di Mambana su Soulfuric Trax, l’artista inglese replica con “The Creator”. Stesso DNA: synth daft-punkiani, groove anni duemila, casse ciclopiche e l’immortale campione di “My House” dei Rhythm Controll, con la voce sacra di Chuck Roberts. Impeccabile nella costruzione, prevedibile nell’anima. È il follow-up di “Got The Funk”: funziona, fa ballare, ma non sorprende. Originalità 5, fattura 7. Media scolastica per un produttore che viaggia in automatico. Ma sempre in corsia di sorpasso.

DJ DOVE – “LONELY NO MORE” (TOOLROOM)


New York, pedigree house. DJ Dove, veterano vero, firma un pezzo che profuma di 2004: funky house elegante, voce calda e quell’aria da hit che sfiorava le chart pop UK nei tempi buoni. “Lonely No More” è raffinata, pettinata, con un tocco 80s irresistibile, visto che il refrain si rifà palesemente a “If You Should Ever Be Lonely” di Val Young, brano del 1985. DJ Dove, insomma, conosce il mestiere. E lo mostra senza strafare, in una traccia che non cambierà la notte, ma la fa respirare un po’. Voto: 7,5. Non inventa nulla. Ma restituisce misura e gusto, virtù praticamente estinte in un clubbing che rischia di brillare solo di riflesso.


Leonardo Filomeno x AD!