“Virale sui social”. Come informarsi, oggi, tra social e click?

Quant’è dura informarsi, oggi.

Era difficile anche ieri, quando mia nonna comprava il Corriere (come me e per un periodo la Voce di Montanelli), il mio babbo Repubblica e quasi tutti non compravano niente e sapevano di non sapere niente. Tranne ovviamente l’altra mia nonna, Elena, che guardava il TG1 e diceva. “Ma come, l’ha detto il telegiornale”.

E’ difficile informarsi perché noi giornalisti, giornalieri & parolai, professionisti che guadagnano spesso troppo poco, facciamo ancora più spesso davvero male il nostro lavoro.  Troppo spesso vogliamo fare notizia esagerando la realtà. Alzando la voce. Guadagniamo poco? E’ vero, ma fare male il lavoro è uno schifo lo stesso.

Ieri ho saputo da una persona di cui mi fido di una inchiesta totalmente fuori fuoco fatta da Report, una inchiesta su una realtà dedicata all’assistenza a persone in difficoltà in una città del Nord Italia. Tutto sbagliato ed esagerato. Era perfetta, la situazione, in questa città, per l’assistenza? Ovviamente no. Ma non era manco una tragedia. E invece noi giornalisti spesso pompiamo. Così ci sentiamo importanti e potenti. Ma lo diventiamo se poniamo dubbi e raccontiamo il grigio, non quando dividiamo per fare BOOM! il bianco dal nero.

Oggi poi, per informarsi, tutti partiamo dai social. E ci perdiamo.

Guardo su Eurosport su Instagram vedo un video di Federica Brignone. Mi dico, accidenti, è già tornata alla vittoria (è in realtà infortunata, forse riuscirà a tornare in forma per Olimpiadi a febbraio 2026, a Milano Cortina)… ma non è una news. E’ solo un video d’archivio pubblicato per fare views, con un testo che non dice: video d’archivio del meglio del 2025, con la data della vittoria di febbraio. C’è solo un piccolo simbolo per indicare che è d’archivio. Così fa più interazioni.

Dite che non hanno fatto apposta a non essere chiari? Ovviamente è il contrario. Un altro commentatore su Instagram scrive che proprio oggi 27/12, alle 10.30 circa, va in scena un altro slalom (senza Brignone ma che fa), così il post può andare virale. Se non è contro-informazione questa… Ma è bello informarsi, anche sui social, grazie a quest’altro commentatore ho capito anche Eurosport, sui social, non voglia informare. Voglia fare solo click e views, anche con contenuti fuorvianti.

Ancora più grave è quel che fatto il TG1 su Instagram con questo reel che ho riportato con una scritta sulla pagina Instagram di AD!.

Nel reel, c’è il creatore del videogame Call of Duty che muore in un incidente stradale con la sua Ferrari, negli USA. La notizia di questo incidente stradale (in Italia muoiono 8 – 9 persone ogni giorno sulle strade, ma fanno notizia solo gli incidenti nei giorni festivi, perché la macchina dell’informazione in quei giorni lavora più lentamente e ha bisogno di carburante…) il TG1 non l’ha data nelle sue tre edizioni del 23 dicembre 2023, ma come esimersi dal pubblicare un video violento che può fare click e ‘andare virale’?

UNA CELEBRITA’ MUORE IN QUESTO VIDEO E’ (FARE) INFORMAZIONE MOSTRARE LA SUA MORTE?

Ho fatto questa scelta, quella di ripubblicare anche io il vieo ma SOLO con una scritta sopra, dopo che una persona me l’ha fatto notare… che anche io, pubblicando il video con solo un testo in cui dicevo anche non sarebbe dovuto essere pubblicato, stavo facendo ‘rumore’, non informazione. I social possono servire anche a questo.

Voglio essere più preciso. Non credo che fare giornalismo con i miei soldi (perché la Rai è una entità pubblica finanziata anche con il mio canone), voglia dire pubblicare sulla pagina social ufficiale del Tg1 le immagini di un incidente stradale.

In questo incidente stradale, una persona è morta veramente. Che senso ha pubblicare lo schianto?

Non ha il benché minimo senso, dal punto di vista giornalistico. A mio parere, un direttore che pubblica sulla pagina Instagram ufficiale di una testata pubblica immagini di questo tipo deve fare soltanto una cosa: dimettersi.

O almeno, è quello che farei io al suo posto.

Tanto non succederà, è soltanto il parere di un piccolissimo professionista del settore che non conta niente e che crede che la Rai sia davvero, per molte cose, un ente da riformare completamente.

La morte merita sempre rispetto, anche quando farebbe notizia, anche quando sono coinvolti dei personaggi famosi.Che però prima di essere personaggi, sarebbero delle persone. E almeno noi giornalisti dovremmo ricordarcelo.

Chiudo con un altro post, di Huff Post Italia dove nel titolo c’è scritto che dei poliziotti travestiti da Carabinieri hanno derubato gli zingari. Scrivere Zingari e non Rom è un errore culturale prima che giornalistico immane. E soprattutto, chi è che ha rubato? Poliziotti “italiani”, quella è la notizia. Non è che tutti gli ‘zingari’ rubano. Oppure sì?

Siamo al top, riassumendo.

(Lorenzo Tiezzi x AD!)