2026, 5 speranze per la musica

Uomini e donne di belle speranze, che 2026 sarà per la musica e il divertimento?

Senz’altro non lo so. Se lo sapessi, sarei ricchissimo. Preferisco dirvi cosa spero. Un po’ di cosine, anzi di speranze.

1 – Spero che la musica non sia solo grandi eventi, nel 2026 ma molto, molto meglio i grandi eventi di zero eventi. Negli anni ’80 i concerti non c’erano, o quasi, oggi ce ne sono troppi ‘grandi’ e un po’ pochi medio / piccoli ed il prezzo dei biglietti quasi sempre è spropositato. Perché dalla notte dei tempi gli artisti e quindi tutti quelli che lavorano con loro (discografici, manager, etc) sono molto interessati ai soldi.

2 – Non andare ai grandi eventi, quasi mai, mi sembra una bella soluzione al caro concerti. Uno all’anno concederselo, di più niente. Basta speranze, ognuno ha il suo tempo e lo impiega come vuole. Niente grandi eventi per me (o quasi).

3 – Morte al revival. Ne sentiamo troppo. Sia quello di Pezzali sia quello dei Litfiba. Andare a rivedersi oggi i Litfiba che risuonano un disco di 40 anni fa mi sembra follia, non lo farò. Molto più logico andare a sentirsi, tra i vecchi Neil Young. Un biglietto costa 80 euro, cifra folle. A Lucca. Posto in piedi. Ma per uno che da sempre fa la sua musica e non fa revival a ricantare la sua musica (mentre Pelù fa revival con Pioggia di Luce, oggi, altrimenti non l’avrebbe abbandonata 40 anni fa) si può fare. Per me. Gli altri? A ognuno il suo

4 – Da tempo non sento un pezzo elettronico che non sia underground e folle che mi metta davvero i brividi. Succede perché l’industria della musica dance quasi non esiste più, è tutto pop. Ammaziamolo, ‘sto pop. Non ci dà più speranze. Basta pop. Basta musica così poco suonata e molto levigata.

5 – Voglio sentire ancora più musica di ogni tipo. Forse ne sento troppo poca. Mentre scrivi sto ascoltando Ornette Coleman, su Spotify, uno dei creatori del free jazz, in un disco credo facile, non estremo. C’è chi dice che Spotify sia la morte della musica per il suo algoritmo. Non è vero. Se la musica non sta benissimo la colpa è nostra che non vogliamo sentirla. Mi sembra che la società occidentale sia in crisi, che i giovani siano poco e che si facciano i fatti loro. Ragazzi, Ragazze, datecela voi ‘na botta di vita. W il free jazz, il punk e tutto quello che distrugge il vecchio. Ne abbiamo bisogno.