Tragedia a Crans-Montana, non si può morire mentre si balla

1 gennaio 2026. 47 morti, quasi tutti giovani e giovanissimi, in un bar a Crans-Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno 2026, alle 1 e 30 circa. Sembra ci siano anche diverse vittime italiane. Un incedio provocato probabilmente da un petardo o più probabilmente da una di quelle stelle filantiQuelle che si mettono sulle bottiglie e che è esplosa sul soffitto in legno.

Le prime cronache parlano di una sola e stretta uscita di sicurezza, di finestre rotte per far passare i ragazzi in fuga dall’incendio che ha anche provocato delle esplosioni. Si parla di un rinnovo locali mal fatto con materiale non ignifugo.

Vedremo. E quando avremo visto tutto la tragedia rimarrà tale. Perché morirre a 16 o vent’anni ballando non ha senso.

Senz’altro non era una grande discoteca e senz’altro qualcosa di terribile è capitato, ma nessuna fatalità può causare così tante vittime se non c’è stato qualche mancanza organizzativa da parte del locale. Lo dico da ex tecnico di palco che spesso ha lavorato anche in Svizzera (a Lugano, soprattutto), dove i Vigili del Fuoco sono più presenti che in Italia… ma non ieri notte, evidentemente.

C’è già che scrive “la strage di Capodanno”, mentre a me tornano in mente le immagini strazianti del funerale di Giulia Minoia, una ragazza bresciana morta in Germania (Love parade di Duisburg 21 morti per banali problemi di mancata gestione della folla, persone morte nella calca). Ricordo che qualcuno su qualche quotidiano in città scrisse “che cosa cercava, questa ragazza in Germania“. Non cercava niente, voleva divertirsi.

Giulia voleva solo divertirsi, come i ragazzi, tanti italiani, a Crans-Montana, ieri. Non so quale fosse la situazione ma sembra ovvio che sia capitato qualcosa di simile alla tragedia del 2018, quella della Lanterna Azzurra di Corinaldo con 6 morti che volevano solo ballare con Sfera Ebbasta.

Allora la causa scatenante fu (è dimostrato dal processo) fu il tragico mix di un locale gestito male (con una uscita di sicurezza chiusa, 7 condanne tra i gestori) e una banda di criminali (oggi in galera) che usò spray al peperoncino per rubare nel locale.

Che dire, mentre si piange per i tanti morti di Crans-Montana?

In tanti, tantissimi anni di locali ed eventi, non mi sono sentito sicuro solo un paio di volte: una volta in una discoteca milanese per il troppo affollamento (Il locale fu chiuso fu poi sanzionato) e un’altra volta ad un concerto live a Montichiari. Suonavano The Giornalisti. Avevo portato mia figlia, che era piccola, eravamo in piedi, era sold out e non c’era lo spazio fisico per tutti.

Non successe nulla, a Montichiari e non succede nulla di solito, perché le tragedie succedono quando la sciatteria degli organizzatori si mette insieme al caso oppure a criminali in azione o a cretini che usano all’interno petardi pensati per essere esplosi al chiuso.

Si spera in tanti pianti e pochi accorati appelli alla sicurezza nei locali, perché c’è già chi pensa a tutto questo. Professionisti, forze dell’ordine e gestori fanno questo di mestiere. Se c’è qualche criminale o qualche fenomeno, possiamo però tutti segnalarlo. Va sempre fatto.