Le candele scintillanti sono vietate da sempre in Italia… Lo sapevamo tutti?

Le candele scintillanti che abbiamo visto per anni o per decenni in discoteca o nei bar ristoranti erano già vietate in Italia. Sono considerate “Fiamme libere”. Io non lo sapevo. Ho commesso un grave errore scrivendo un articolo qui su AD! me ne vergogno.

Siccome me ne vergogno molto, chiedo scusa.

Avendole più o meno sempre viste, dappertutto o quasi, queste candele scintillanti, non essendomi mai occupato di sicurezza (anche quando facevo il direttore di palco con l’Orchestra Verdi di Milano mi occupa della parte artistica sul palco, non di sicurezza), ero certo che le candele scintillanti, quelle che fanno una piccola “fiamma”, non più alta di 5 cm non fossero vietate.

Soprattutto in discoteca, ovvero nei locali in cui si fa pubblico spettacolo, in cui le regole anti-incendio sono molto più dure rispetto ai bar ristoranti (dove si fanno quelli che SIAE chiama concertini).

Ho sbagliato perché sono decenni che queste candele io nei locali locali le vedo usare e spero di non vederle mai più. Sono vietate, infatti. Certo, non sempre sono davvero pericolose: un conto è usarle in un grande club con soffitto molto alto e ignifugo e un altro un piccolo bar o ristorante con soffitto non ignifugo, la differenza è quella che passa tra una bella serata ed una tragedia.

Resta il fatto che ho sbagliato in pieno. Ho sbagliato in buona compagnia, sia chiaro. Perché noi giornalisti a volte siamo presi dal vortice delle cose da dire e non diciamo al sostanza.

Se il Corriere della Sera intervista Flavio Briatore (che mi sembra oggi non possieda più locali in Italia, avendo tutti ceduti a Del Vecchio JR) a poche ore dalla tragedia, non dovrebbe lasciargli dire: «… Quei locali hanno bisogno di soffitti molto alti e non incendiabili. Anche questo deve essere un aspetto essenziale nella progettazione (…) Non sono candele. Se soffi non li spegni. Sono fuoco vivo. A Dubai e in altri posti li abbiamo sostituiti con quelli elettrici a rischio incendio zero».

Dovrebbe ricordarci: essendo considerate fiamme libere (nonostante la fiamma nelle candele scintillanti piccole sia davvero piccolissima), in Italia sono VIETATE. Non lo ha scritto il Corriere, non lo ha riportato la nostra presidente del Consiglio Meloni, non lo ha detto Tajani (impegnatissimi contro la Svizzera, che ha avuto 21 morti nella tragedia, noi per fortuna solo 6). Non ha riportato il Ministro dell’Interno Piantedosi nella sua illeggibile circolare.

Visto che parliamo di anti-incendio, potevano dire tutti: ricordiamo che le candele scintillanti sono vietate. Non l’ha fatto nessuno. Non l’abbiamo fatto manco noi giornalisti, secondo me perché non dovutamente informati. Qui vi metto un articolo di Open, uguale a mille altri.

Non sono tutte uguali le candele scintillanti, molte sono simili alle candeline da compleanno (che sarebbero tollerate, ma anche quelle sarebbero vietate, sempre, in ogni ristorante), ma sono tutte vietate.

La tragedia di Cras-Montana, ovviamente non ha come causa principali queste maledette candele, ma, nell’ordine: 1) il soffitto non ignifugo 2) la mancanza di vie di fuga e una scala d’accesso strettissima 3) il fatto che il locale sia posto sotto il piano stradale 4) uno solo addetto alla sicurezza (purtroppo scomparso)… etc

Ma ripeto, da questa tragedia dobbiamo tutti imparare. Io per primo. Come avevo scritto, ho fatto il bagnino per anni e so che quando ci sono tuoni non bisogna far restare le persone in piscina perché c’è il rischio, pur bassissimo, che un fulmine cada in piscina.

Impareremo da questa tragedia? Tutto sommato, credo di sì. Dalle polemiche sterili con la Svizzera, no. Dalle campagne vaghe di sicurezza dei nostri amministratori & decisori politici, no. Dalla tragedia, sì.

Sono certo che gestori di bar e ristoranti ci stanno pensando da tempo.

Ma ricordiamolo, in Italia non si ricordano incendi in discoteca né in bar ristoranti da decenni e decenni, perché le nostre disco sono sicure. Perché i nostri gestori sono seri. Quasi tutti, ovviamente. I miracoli non li fa nessuno, ma la situazione non è tragica, affatto.

(Lorenzo Tiezzi)