Ricky Sada Riccardo

Ascolta te stesso. Il resto è solo rumore / Sada Says

Ascolta te stesso. Il resto è solo rumore… in cinque punti

Le cinque perfezioni del dj producer possono aiutarci a iniziare il Nuovo Anno nella scena elettronica

1. Il momento perfetto per suonare è… adesso. Prendere la ferma decisione di mixare, produrre, creare è in questo momento – Non domani, non quando avrai il setup perfetto, non quando uscirai su quella label dei tuoi sogni, non quando avrai finalmente capito Ableton o quando la scena ti riconoscerà il talento. Tutti i tuoi “se solo avessi…” sono solo scuse che ti impediscono di entrare nel flow e vivere questo beat, questo groove, questa frequenza. Il dancefloor non aspetta, la traccia perfetta è quella che suoni ora, non quella che suonerai. La produzione che conti di finire domani non esiste: esiste solo il synth che accendi adesso, il sample che carichi in questo istante, il kick che programmi mentre leggi queste parole.

2. Ascolta te stesso, Il luogo perfetto per suonare è esattamente dove ti trovi, non al Berghain o in un club leggendario di Ibiza o in un festival stellare.

Puoi sempre sognare in grande, studiare la scena, immaginare line-up impossibili, ma devi mettere i dischi, mixare, produrre proprio qui e ora, seriamente! Che sia nella tua cameretta con le casse entry-level, in un bar di periferia dove nessuno ti ascolta davvero, in un afterhour dimenticato da dio o su Twitch davanti a tre amici. Quel basement umido, quella consolle vecchia di vent’anni, quel laptop che si impalla: questo è il tuo tempio zen. La sala perfetta per la tua pratica è quella in cui ti trovi, non quella che immagini. Ogni booth è sacra se la tratti come tale.

3. Il groove perfetto è quello che hai di fronte, in questo momento: che sia il tuo nuovo banger incompiuto che non sai come chiudere, la serata in un locale semivuoto dove suoni per quattro persone stanche, il vinile rovinato che salta ma ha quell’anima unica, o la traccia oscura su Bandcamp che nessuno ha ancora scoperto.

Qualunque cosa sia ora nella tua vita da clubber, producer, digger: “I bpm sono infiniti, voto di cavalcarli tutti” – il terzo voto del Vinyl Digger, il mantra dell’indipendente. Niente manca adesso: la consolle del Dharma è spalancata, i canali aperti, il crossfader pronto a trasformare l’ordinario set in quello straordinario. Ogni disco nella tua borsa è un insegnamento, ogni transizione è una lezione, ogni errore nel mixaggio un koan da decifrare.

4. Ascolta te stesso. E poi: il dj producer perfetto è un’idea, un concetto, un miraggio. Anche i maestri della techno, gli eroi della house, le leggende dell’elettronica erano solo umani per chi li conosceva davvero…

Per molti erano probabilmente solo dei pazzi ossessionati dal 4/4, dei reclusi sociali persi nei loro studi. È chiunque condivida con te la booth in quel back-to-back sudato, la label indipendente che stampa cinquecento copie, lo scambio di file su Dropbox alle tre di notte, in una relazione reale, vera, fatta di ascolti e feedback onesti – non una misura oggettiva di chi ha più follower o booking. Puoi imparare di più da un producer che sbaglia i mixaggi, che produce in cuffia perché i vicini si lamentano, che pratica con te nel suo home studio improvvisato, che dalla tua idea mitizzata e irraggiungibile di “DJ perfetto” che vedi sui cartelloni.

5. Il clubgoer perfetto? Sei tu. Hai dentro di te tutti gli ingredienti di cui hai bisogno per far vibrare il dancefloor…

Il ritmo nel sangue, l’intuizione del momento giusto, la passione incondizionata per questo suono. Sei al comando della tua console interiore, del tuo sampler mentale, per liberare la tua mente occupata solo da false aspettative sulla scena, dai numeri, dai like, dalle classifiche. E una volta che te ne renderai conto davvero, troverai tutto l’aiuto di cui hai bisogno – nei dischi giusti al momento giusto, nelle persone giuste che incrocerai, nel suono che ti chiama. Questa è la più importante delle cinque perfezioni: riconoscere che sei già completo.