La lezione di Lindsey rischiava di sfuggire via, nel rumore delle idizie quotidiane, olimpiche e non. E allora mi sono tradotto il suo saluto dopo il terribile incidente. Mi sa che me lo imparerò a memoria.
Ieri (domenica 8 febbraio 26, durante la discesa di Milano Cortina 2026, NDR) il mio sogno olimpico non si è concluso come avrei voluto. Non è stato un finale da favola, era semplicemente la vita. Ho osato sognare e ho lavorato duramente per realizzare il mio sogno. Perché nello sci alpino la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere di soli 30 centimetri.
Ho semplicemente stretto troppo la traiettoria di 30 centimetri quando il mio braccio destro si è incastrato all’interno della porta, facendomi girare su me stessa e facendomi cadere. Il mio legamento crociato anteriore (rotto pochi giorni fa, NDR) e gli infortuni passati non hanno avuto nulla a che fare con la caduta.
Purtroppo ho riportato una frattura complessa della tibia che al momento è stabile, ma che richiederà diversi interventi chirurgici per essere riparata correttamente.
Anche se inon è andata come speravo e nonostante il forte dolore fisico che mi ha causato, non ho rimpianti. Stare al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere di essere lì con la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo anche che gareggiare era un rischio. È sempre stato e sempre sarà uno sport incredibilmente pericoloso.
E proprio come nelle gare di sci, anche nella vita corriamo dei rischi. Sogniamo. Amiamo. Ci buttiamo. E a volte cadiamo. A volte ci si spezza il cuore. A volte non realizziamo i sogni che sappiamo di poter realizzare. Ma questa è anche la bellezza della vita: possiamo provarci.
Ci ho provato. Ho sognato. Mi sono buttata.
Se c’è qualcosa che potete imparare dal mio percorso, che sia il coraggio di osare in grande. La vita è troppo breve per non correre dei rischi. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci.
Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me.
LV (Lindsay Vonn)
La lezione di Lindsay
Fino all’8 marzo Lorenzo Tiezzi fa un post / reel / articolino su AD! e Trail Running Paradise al giorno dedicati al suo personale diario prima della maratona di Brescia, l’8 marzo 2026, quando proverà a fare lo stesso tempo di 11 anni fa. A 53 anni, non a 42. 3H e 26 minuti, un tempo così così, per tanti altri. Un sogno, per lui.