Da troppe settimane dovrei dovuto scrivere questo ritratto di Enzo Brienza, 35 anni, da 7 anni al timone di That’s Amore, pizzeria con cucina napoletana ad Arcore e pure a Monza, oggi anche parte di Epoca Grill & Pizza (Trezzo, Vimercate). Enzo ha iniziato nel centro storico di Napoli portando le pizze, facendo poi di tutto tra cucina e forno, e oggi gestisce diversi locali e quindi è una success story facile facile, quasi da Forbes, no? No, non lo è. Per me dico.
Spesso, quando devi scrivere qualcosa di importante per te, quando qualcuno si è aperto con te e ti ha raccontato non solo i successi (quelli li raccontiamo tutti bene, ovvero male), ma tanti momenti complicati, rimandi. Qualcuno da queste parti è cintura nera di rimandi.
Le parole sarebbero lì, ma metterle in fila, quando conta, più che essere difficile tecnicamente, diventa faticoso. Non per tutti, per me, credo, che tra Firenze e Milano ho fatto più o meno le stesse cose di Enzo, con una quindicina di anni di anticipo… ma ancora oggi non mi sembra di aver avuto ‘successo’. Ecco perché era duro cominciare. Ora ho cominciato e mi sento così co… (ci siamo capiti) ad avere rimandato. Raccontare la propria pochezza senza raccontarla può essere liberatorio.
E poi, è una storia così bella la sua, quella di Enzo, una storia a cui tutti potremmo ispirarci. Anzi no. Perché il coraggio di Enzo, chi ce l’ha? Davvero, dico. Chi ce l’ha? E per me, per noi, non è tardi, per mollare tutto e ricominciare da capo?
E quindi, eccoci qui, a raccontare Enzo Brienza, da Napoli alla Brianza, passando per Milano (dove qualche volta ha pure dormito vicino a qualche stazione), davvero troppo tardi. Siccome è troppo tardi, non posso far altro che sbagliare. Quindi scrivo ora, è più facile.
«Ho iniziato alla Trattoria Caprese di Viale Cassala, da Antonio. Per la prima sera, comprai un paio di pantaloni in un negozio gestito da cinesi, dove si risparmia. Si vedeva che non ero davvero del mestiere ma anche che avevo bisogno di lavorare».
Po, dopo diversi mesi, Enzo se ne va, perché arriva Natale e vuole andare a trovare la mamma a casa, è quasi un anno che non la vede. Se ne va perché non gli concedono un meritato giorno di ferie. Quando torna da Napoli, si mette a lavorare in un bar, in cui impara moltissimo, ma non lo pagano.
Ancora un cambio e un’altra esperienza importante, in centro, a Milano da Bottega Ghiotta, pizzeria e ristorante a due passi dal Duomo, in cui fa un altro salto di qualità… e cresce, velocemente, perché ormai un po’ di esperienza ce l’ha e la caratteristica più importante per un ristoratore: pensa prima di tutto a chi viene a mangiare / bere da lui e subito dopo ai suoi ragazzi, ovvero a chi lavora nel suo locale. Per quelli come Enzo, la prima cosa non è l’incasso, ma che la gente stia bene. Ha fatto a lungo anche il PR in discoteca, Brienza, perché è uno che con la gente non è che ci sa stare. Ci sta volentieri.
Se ci si mette a contare le ore di lavoro, il conto, per chi lavora a questo ritmo, è sempre in perdita. Se invece si guarda al sorriso di chi torna a casa contento, dopo avere passato una bella serata al suo tavolo o dopo aver lavorato bene, il risultato è chiaro: hai fatto centro.
Come mai, anche io, che lavoro 12 ore al giorno e in qualche modo campo, non riesco ad essere soddisfatto allo stesso modo del mio lavoro di raccontatore di cose e persone come Enzo Brienza, che non è una star e che senza il mio (piccolo) faro quasi nessuno racconterebbe? Boh. Non è che ho troppo ego? Non lo so. E non credo interessi qui (non interessa manco a me, forse), per cui torniamo ad Enzo.
«Il primo That’s Amore l’ho aperto nel 2019, è uno spazio piccolo, ma ormai funziona. Un mio amico mi ha aiutato e siamo riusciti a farci stare 8 tavoli. Si chiama come la famosissima canzone di Dean Martin. Piace, perché è vicino a ciò che le persone vogliono fare oggi quando escono di casa. Dopo 5 anni in affitto, mi sono messo d’accordo con il proprietario dell’immobile e l’ho comprato».
Eccoci all’ultima avventura di Enzo Brienza, in ordine di tempo, quella con Denys Maiorino ad Epoca Grill & Pizza, un format di locale così semplice che non potevano crearlo altro che due così, Enzo e Denys. Denys ha lavorato dietro le quinte nel settore alimentare, prima di diventare un manager musicale e oggi pure sportivo. Non per caso diventa un ristoratore di successo.
«Il nome, Epoca Grill & Pizza, che nasce dalla passione di Denys per i motori (Maiorino è figlio di un meccanico e gestisce con successo un’officina specializzata in restauro di Vespe d’epoca, NDR), credo di averlo scelto io. Le altre proposte non mi piacevano, erano troppo “forti”».
«Stiamo andando molto veloci, perché in questo progetto riverso tutta l’esperienza di tanti anni di ristorazione. Abbiamo i fornitori giusti e stiamo evitando i consueti errori di chi è agli inizi. La parte dedicata alla carne la gestisce Denys, che è un vero maniaco dei diversi tagli. E le location sono proprio belle… All’inizio, però, stavo proprio per dire di no a Denys, che voleva coinvolgermi. La mia famiglia si stava allargando, avevo già tanti progetti… poi ho visto il luogo in cui stava nascendo il locale di Trezzo, proprio sul fiume. Mi ha colpito davvero… e gli ho detto sì. Credo di aver fatto bene».
Interrompiamo qui, senza un vero finale, perché tanto uno come Enzo lavora troppo e troppo veloce. Quel che c’è scritto qui non può che essere già vecchio.
(Lorenzo TIezzi X AD!)