(San) Codacons vince: niente Kanye West a Reggio Emilia… grazie stato itagliano (con la G)

(San) Codacons ha vinto. Il prefetto di Reggio Emilia (e sottolineiamo almeno qui che i prefetti prendono ordini diretti da Roma e dal Governo Italiano, o governo italiano, guidato da quella Giorgia Meloni che come primo decreto fece quello ANTI RAVE, ricordiamolo, perché qui abbiamo una grande “emergenza rave”).

Ha fermato il concerto di Kanye West a Reggio Emilia. Quello di Travis Scott era già in pratica annullato da solo vista la bassa prevendita di questo splendido Pulse of Gaia Festival, ex Hellwatt.

Certo, anche in Francia e in altri paesi Kanye West non ha potuto o non potrà esibirsi, ma non per motivi di sicurezza. Per motivi, come dire, morali che non condivido affatto. Un maggiorenne, purché non voglia rifondare il partito fascista o essere nazista, dovrebbe poter avere ogni possibilità di guardare porno online senza che chi lo fa (il porno) fa debba pagare la splendida ‘tassa etica‘… e nel frattempo dovrebbe poter ascoltare la musica di una persona poco equilibrata come Kanye West.

NON deve, NON DEVE, essere vietato farlo. Per chi scrive qui. Per altri, evidentemente, è lo stato che ci tutela.

E quindi, grazie a (San) Codacons, succede che certa musica non si può sentire. Ricordiamo cosa ha fatto il Codacons nel caso Ferragni, nell’assenza dello stato (minuscola) che non è riuscito a dimostrare che Ferragni ha commesso una cosa grave, facendo finta beneficenza.

Nel dicembre del 2024, Chiara Ferragni ha raggiunto un accordo economico con il Codacons, impegnandosi a versare un risarcimento di 150 euro a ciascun acquirente del pandoro rappresentato dall’associazione, oltre a 200 mila euro in beneficenza. In seguito a questo risarcimento, il Codacons ha ritirato la propria querela nei confronti dell’influencer. Nel gennaio del 2026, durante il processo con rito abbreviato, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della “minorata difesa dei consumatori online” contestata dai pubblici ministeri. Di conseguenza, il reato di truffa aggravata è stato derubricato in truffa semplice… E con la truffa semplice non si viene puniti, nel nostro splendido “stato”.

E quindi, nei fatti, per aver giustizia, ogni cittadino non deve seguire la legge. Deve associarsi a (San) Codacons.

A chi scrive questa associazione fa paura e spesso qualcosa di peggio. Ma funziona. Lo stato non lo fa. Il mio stato, minuscola, spesso mi fa vomitare. Perché non c’è più.

Torniamo al concerto di Kanye West a Reggio, che non ci sarà. Ecco cosa scrive il prefetto.

Il Prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, a seguito delle istanze presentate dal CODACONS e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia (…). Sulla base delle valutazioni emerse nel corso del Comitato e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security, il Prefetto ha adottato un provvedimento ai sensi dell’art. 2 del TULPS, disponendo il divieto di entrambi i concerti.

La decisione riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la RCF Arena, struttura con una capienza di circa 103.000 spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore. Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni.

Quindi, grazie a (San Codacons) il prefetto si muove. Senza il Codacons non si sarebbe mosso?

Forse sì. Ma probabilmente no. Perché il Codacons conta. Agisce. Lo stato non c’è. Se agisce lo fa di sponda. Senza mano esporsi. Agisce usando il TULPS (il testo unico di pubblica sicurezza) di fascista memoria. Nasce nel 1931.

Facciamo un bel copia e incolla anche da quanto comunicato da (San) Codacons.

Codacons vince contro Kanye West e ottiene l’annullamento del concerto previsto il prossimo 18 luglio alla RCF Arena di Reggio Emilia, nell’ambito dell’Hellwatt Festival. Era stata proprio l’associazione dei consumatori, con una diffida urgente inviata lo scorso aprile al Prefetto di Reggio Emilia, a chiedere lo stop al concerto per motivi di ordine pubblico. Associazione che ora, in vista dell’estate, chiede di vietare anche i concerti di rapper e trapper italiani che diffondono idee violente, razziste, sessiste e omofobe. 

Se nel 1982, quando Vasco Rossi, in “Colpa d’Alfredo”, forse la sua canzone più importante di sempre, senza amore, senza niente se non ironia e disperazone, cantava:

“Ho perso un’altra occasione buona, stasera. E’ andata a casa il il NEGRO la TROIA…”,

il Codacons fosse stato potente come oggi, Vasco Rossi non sarebbe diventato una star.

Sarebbe morto, artisticamente. E invece, allora, lo stato esisteva, era libero. Oggi non credo. Oggi ognuno di noi si fa i cazzi suoi H24, ma come collettività facciamo schifo e lo stato ci rispecchia.

Ecco come siamo messi. Senz’altro il Codacons vincerà, ancora, su tutto. Mentre la libertà di espressione ed il funzionamento dello stato non ci sono più. Non ci sono più. E non ce ne accorgiamo neppure.

Lorenzo Tiezzi