Dance Music Awards 2026, no grazie. Meglio la guida Dove andiamo a ballare, stasera?

Dance Music Awards 2026, no grazie. Lo scrivo chiaramente e prendo posizione, cosa che tutti o quasi gli addetti ai lavori del divertimento non fanno quasi mai, su niente, per paura di perdere soldi. Essendo povero, rischio poco.

L’8 giugno la manifestazione torna, a Milano e non ci andrò. Mi era piaciuta molto l’atmosfera di Midance, manifestazione ad ingresso libero, di grande successo, nello scorso novembre. Questi Dance Music Awards, come formula, invece, non mi hanno mai convinto. Ho pure provato a dare una mano all’organizzazione, anni fa, senza però influire nei fatti sul premio.

Oggi vedo che resta tutto confuso e invece potrebbe essere molto semplice. Con Tommy Totaro, lo scorso anno ho dato vita a una guida al divertimento italiano, ovviamente nel più completo disinteresse del ‘settore’, sindacati di settore compresi. La nostra, piccola ma seria guida “Dove andiamo a ballare stasera“, che presto tornerà, prova a far bene al settore.

I DMA nascono per far male? No, ma falliscono dopo aver fallito per anni e dividono pure tra vincitori e vinti. Non ci siamo affatto, soprattutto se oggi vince solo Anyma e vedremo se sarà premiato…

Dopo aver partecipato, in gara, con AD! Alladiscoteca, ai Dance Music Awards 2022 arrivando terzo tra i siti / blog (pagando la mia cena, come quasi tutti, credo), il 23 marzo 2023, scrivevo:

Per le prossime (benvenute) edizioni dei DMA vorrei: 1) meno premi alla carriera e più premi ai giovani. 2) Una formula che permetta la partecipazione (all’evento finale) anche a chi non vuol sedersi alla cena di gala che logicamente ha un costo che non tutti possono permettersi, soprattutto se arrivano da lontano. Non siamo tutti ricchi, purtroppo. 3) Meno categorie, 22 sono troppe. 4) Una formula di voto più semplice e veloce (tre passaggi sono troppi). 5) Meno occasioni di gara tra colleghi e più di condivisione… (etc etc etc, ne ho in testa tante di idee, senz’altro molte sbagliate)”.

Allora, nel 2023, ai Dance Music Awards davo un 6 e mezzo di incoraggiamento come voto.

Oggi, dopo diversi anni, visto che la manifestazione non cresce e non cambia (anzi, ci sono stati dissidi tra gli organizzatori), i DMA, purtroppo, restano senza voto.

Non rappresentano il settore. Anzi, vista la situazione del settore (crisi, prima di tutto creativa), forse lo rappresentano alla perfezione. Rappresentano i nostri peggiori istinti, primo tra tutti quello di sentirci sempre in gara tra noi 4 scemi. Molti degli organizzatori del premio sono brave persone, sia chiaro, ma la manifestazione non va affatto nella giusta direzione.

I DMA, con la loro formula con tre inutili passaggi di voto per mille inutili categorie (tre passaggi che mescolano voto popolare e “giuria tecnica”), culminano con un evento “deluxe” a pagamento.

Dovrebbero dare visibilità a chi vince il premio. Anzi, dovrebbero dare visibilità a chi vince uno dei troppi premi in palio. In passato non è successo, perché il premio non ha rilevanza fuori dal settore e pure nel settore è molto discusso. Succederà quest’anno? Vedremo.

Certo, i Dance Music Awards 2026 culminano con un galà a cui non si può partecipare se non comprandosi un badge da 100 euro. C’è stato comunque un miglioramento: almeno i finalisti possono partecipare alla premiazione gratis (io nel 2022 dovetti pagare la cena).

La formula del premio rappresenta la (presunta) ‘necessità’ di ‘avere visibilità’ e di “vincere” di troppi “addetti ai lavori”, soprattutto DJ e vocalist, ma non solo. Faccio l’ufficio stampa per campare, so di cosa parlo. Siamo tutti ossessionati dalla visibilità e dal voler vincere roba che resta, come Cristiano Ronaldo? No, magari. Siamo ossessionati dalla visibilità che non serve a niente nel lavoro e dal vincere robetta, pure di farlo sapere… Siamo messi molto male. E i DMA son come noi.

Voglio chiuderla in modo positivo, sforzandomi non poco. I DMA, se servono all’ego e all’insicurezza di pochi (e forse al portafoglio di pochissimi), non fanno un gran danno… Se non a chi, quando vince, li celebra come se avesse vinto la coppa del mondo, quella vera.

C’è anche molto altro. Ad esempio, io, anche quest’anno dedicherò del tempo gratis al mio sito AD! (da cui incasso poco e niente) e riscrivendo la mia guida Dove andiamo a ballare, stasera 2026? Una guida senza vincitori e classifiche. Non è male. C’è tutto un mondo del divertimento che funziona senza premi e riconoscimenti. È quello che preferisco.

(Lorenzo Tiezzi)