L’estate balla, senza soft clubbing: Gabry Ponte a San Siro & Kappa a Torino. L’articolo che forse qui sotto leggerete potrebbe finire qui. Iniziano le cose serie. Gabry Ponte ancora a San Siro o Kappa? Tutti e due, certo. Ed il SF finisce.
C’è maggiore larghezza di orari e proposte, c’è la sera che batte la notte, certo, faccenda iniziata oltre vent’anni fa con i beach party pomeridiani… ma che si debba ballare soprattutto la mattina, era una faccenda da trend milanese. Che infatti riprende lo splendido IED per una sua installazione di fine anno 2026.
La realtà del divertimento è altrove. E inizia con Gabry Ponte, che nella foto vedete con Jovanotti (non male il pezzo insieme). Il profeta della pop dance, genere che oggi non funziona affatto, resta profeta. E fa sold out anche quest’anno a San Siro, sabato 27 giugno. E’ l’unico dj italiano in grado di fare tutto questo. Perché Gabry Ponte non è iconico. Nessun DJ oggi è davvero iconico, la figura, forse dopo Avicii e prima di Anyma (che però non fa il DJ, fa anche il VJ), di icone non ne ha.
Ma è un immenso DJ pop. Riesce, come ha sempre fatto, a far ballare mettendo insieme passato e presente di pop e dance, come ha sempre fatto pure Gigi D’Agostino, che però si è perso in se stesso, al di là dei problemi di salute, credo.
Continuiamo con il Kappa, ospitato a Torino, dal bello e post-industriale Parco Dora a Torino, che non è iconico. E’ bellissimo, sia chiaro e lo conosco bene. Un’icona è un riferimento estetico e non solo. Il Parco Dora non è così conosciuto… e iconico e non lo è manco il Kappa Futurfestival, che per molti, troppi, soprattutto tra i giornalisti e i DJ italiani ancora non è un riferimento.
E invece lo è, un riferimento, il festival. Non è solo l’open air festival italiano più grande. E, con Nameless e Club to Club, l’unico festival, non solo elettronico, ad essere davvero conosciuto all’estero. A livello di impatto economico e organizzativo, come Kappa Futurfestival, a livello di festival musicali, in Italia non c’è niente.
Non per caso, è un festival super sponsorizzato, il naming sponsor è Robe di Kappa, che comunica ormai soprattutto con il festival, durante tutto l’anno con pubblicità durante le partite di calcio. Non si diventa numeri uno per caso.
Volete mangiar bene al Kappa? C’è Taverna Futurista, dove in cucina c’è un super chef come Enrico Crippa. Il top. Le prenotazioni sono disponibili sul ticket-store di KFF
E non per caso, il 13 e 14 novembre Kappa Futurfestival si terrà pure in Messico, al Fundidora Park di Monterrey. Biglietti su Futurfestival.mx
OK, ma a Torino chi suona? 130 artisti. Inutile fare l’elenco. Tanto ci sono tutti. Si fa prima a dire che mancano Carl Cox e Nina Kraviz, gli altri ci sono tutti. Da Enrico Sangiuliano, che senz’altro è cresciuto molto (anche a livello di hype, grazie alla sua metà De Witte e non è una critica, è andata così, era bravo senza hype prima e resta bravo oggi, con l’hype) a Peggy Gou, ci sono tutti.
(Lorenzo Tiezzi)
www.kappafuturfestival.com
https://www.instagram.com/gabryponte/