Mai fermarsi, malinconie d’agosto 26

Mai fermarsi, che sennò la malinconia dell’estate ci porta via…

I miei appuntamenti fissi dell’estate sono stati a lungo qualche giorno / settimana in Abruzzo, dalla famiglia di mia moglie e poi (o prima) qualche giorno in Maremma, dal mio babbo…. Dove prima, da ragazzo in campeggio. Sempre nella stessa zona (Albinia, Talamone).

Strano? Non è mica tanto strano, neppure che il mio babbo poi abbia comprato a Firenze casa proprio di fronte alla Rari, piscina in cui io ho insegnato nuoto per anni. C’è stato, per diversi anni, anche un altro bel soggiorno maremmano, a Follonica, a metà tra vacanza, amicizia e lavoro. Ora no.

E quindi, mai fermarsi. Che sennò i ricordi prendono il sopravvento totale. Che restino un po’ così, sospesi, invece, è bello. Come nel “Giardino dei Finzi Contini” (film del 1970 di De Sica tratto dal romanzo di Bassani) o nell’altrettanto bello Call Me by Your Name di Guadagnino, splendido…

Mai fermarsi. Sempre avanti.

È strano, oggi, non poter fare più niente di tutto questo e aver voglia di farlo ancora. Mentre, magari, quando lo facevi, ti annoiavi un po’. Però non è strano, in fondo. Come cantava Vasco, quando la parola amore nelle canzoni non la usava mai, quando non faceva 150 concerti negli stadi a cantare le stesse super canzoni da stadio, il tempo cambia tutto. E cambiamo anche noi.

Crescere vuol dire andare avanti anche quando sai che sarà di nuovo dura e non fermarsi. Mai fermarsi. E non mettere, mai, mai, via un po’ di felicità le poche volte che mi diverto davvero. (cito “Fotoromanza” della Nannini, certo).

Sono, si spera, in partenza, per un giro a piedi, sull’Appennino, passando ovviamente, da Rocca San Casciano (sopra Forlì, ma un tempo era in Toscana), dove ogni anno, dai 14 ai 20 anni diciamo, si andava a Pasqua, con la mia nonna. Ad annoiarsi.

Col tempo, diventa quasi tutto bello. Siamo progettati per dimenticarci il passato, così riusciamo ad andare avanti. Mai fermarsi. Mai. Fino all’ultimo istante.

Lorenzo Tiezzi

Mai fermarsi, anche se la perfezione la vedo sempre dallo specchietto retrovisore. “Un grande avvenire, dietro le spalle”, bellissima autobiografia di Vittorio Gassman, splendido attore depresso, come tutti i veri attori.

PS
La vita spesso fa schifo, ma che musica… Che musica. Anche roba nuova, da chi non te l’aspetti. Questa “Butterflies” non è di Prince è di Justin Bieber ed è un capolavoro. Che sia piccola non vuol dire niente.

PPS Dimenticati le mie parole, hai 3 film, due libri e una canzone perfette per questi caldi.

Foto by @molo_brescia