19 settembre 2026.
Sia Anyma (alla Fiera) sia Carl Cox (al Carroponte) suonano a Milano. E’ una follia. Ma siccome siamo ormai abituati a follie di questo tipo, quasi non viene da dire che è una follia. E invece lo voglio dire.
E’ come se nella stessa sera, oppure nel giro di un solo weekend, ci fossero a Milano sia Taylor Swift sia Harry Styles.
E’ una follia, questa doppia serata milanese che arriva dopo l’annullamento del Decibel di Firenze, dopo l’Articolo 100 alla Praja, in un periodo in cui DJ (con belle eccezioni come Gabry Ponte) e musica elettronica / discoteche (quasi nessuna le eccezioni) non sono al centro della scena. Al centro della scena ci sono Ultimo, Taylor Swift, BTS, e bel revival stile Vasco Rossi e Max Pezzali.
Lo scrivo perché sembra, a molti addetti ai lavori, che vada tutto bene: non va mica tanto bene.
Perché succede, quindi? Difficile dirlo.
Perché un artista ormai pop come Anyma, uno che guadagna con la percentuale dei biglietti, come Vasco Rossi, per capirsi, non ha un cachet fisso… e Cox, uno dei dj più importanti della storia dell’elettronica si ritrovano a suonare a Milano la stessa sera? Non parliamo di Ibiza, parliamo di una città non particolarmente vivace, tra l’altro negli ultimi anni per quel riguarda clubbing e innovazione a livello elettronica. A livello pop / fashion, un po’ sì. Perché Milano è più chic che musicale, nei locali.
La risposta è: boh. E’ una cosa senza senso.
Milano non il bacino d’utenza adatto a due eventi clubbing di questa portata nella stessa sera. Quando? Quasi in autunno, il 19 settembre, dopo un’estate di carissimi concerti e un altro evento di elettronica top il 6 settembre (David Guetta all’Ippodromo).
Gli organizzatori del clubbing lo sanno bene, ma lo fanno lo stesso. Contenti loro.
Al Bolgia di Bergamo, non lontano da Milano, il 19 settembre c’è Holy Priest, star dell’hard techno e con lui anche un party “remember techno”dedicato al Dylan… Ed è una “contro-programamzione” che ha senso, perché Holy Priest ha un suo pubblico. Anche l’Amnesia di milano, logicamente, non resta chiuso. C’è Darius Syrossian. E’ giusto. E’ logico non proporre DJ importanti, ma dal cachet “umano” per tutti i locali milanesi elettronic, soprattutto per quelli di grandi dimensioni.
Ha un briciolo di senso, ma sembra comunque un po’ forzata la collocazione nel calendario di un festival hardcore come Leaderz al Number One di Corte – Franca Brescia. Perché non proporre l’evento una settimana prima o una settimana dopo? Diciamo poi che chi ama l’hardcore può non amare la pop techno di Anyma. Può essere. Ma non è certo. Non è che parliamo della distanza che c’è tra Baglioni e Steve Angello, ma anche in quel caso…
E’ il doppio evento milanese a non avere senso.
Quanto costano i biglietti per Carl Cox? 40 normale / 50 “pit” quelli per Carl Cox, con 200 euro per il backstage e 90 Pit “Vip Ticket”. Tra l’altro, l’evento è dalle 17 a mezzanotte. Poi si chiude. L’evento, ad oggi, mentre scrivo, 6 settembre, non è sold out. E’ normale: la capienza dello spazio è 12mila persone. Tante.
Andiamo ai costi per Anyma, che oggi sono di 92 euro, altri biglietti non se ne possono comprare. In questo caso la capienza della Fiera è immensa, si parla di quasi 70mila persone, ma di sold out non si parla affatto.
Se Anyma guadagna l’impossibile e se lo merita (perché ha un grande pubblico), il suo show ha costi notevoli. Non so quale sia con esattezza il cachet di Carl Cox, ma è senz’altro di tante (tantissime) decine di migliaia di euro. Si merita tutti i suoi soldi pure lui.
Senz’altro artisti di questo livello i loro soldini li meritano tutti, ma per pagarli e guadagnare pure, non sarebbe male usare un po’ di logica. Nel clubbing, però, è merce rara.
Lorenzo Tiezzi
(nella foto Carl Cox)