Addio alla trail runner Kalie McCrystal dispersa sul Cervino. Speriamo non vada disperso anche il nostro cuore

Aggiornamento al 16 settembre 2026

«Sono passate due settimane da quando la nostra carissima Kalie (la runner e avvocata 38enne canadese Kalie McCrystal) è scomparsa durante una ricognizione sul Cervino», dicono i suoi familiari in una nota diffusa poi anche dal Corriere della Sera Torino.

«Da allora, la squadra di soccorso alpino della Guardia di Finanza ha lavorato instancabilmente per esplorare ogni possibile pista a sua disposizione. La loro professionalità, gentilezza e il loro impegno nel ritrovare Kalie sono stati incrollabili. Per noi, come famiglia, è stato fondamentale sapere che tutto il possibile veniva fatto. Saremo loro eternamente grate».

«Nonostante l’eccezionale abilità ed esperienza di Kalie sui terreni montani tecnici, tutto ciò che sappiamo ora suggerisce che sia caduta durante la discesa», ha scritto la famiglia nel comunicato, concludendo con una nota triste, ma vera. «Ora resta per sempre tra le montagne dove si sentiva più a casa».

La canadese Kalie McCrystal, 38 anni, quarta all’ultimo Trofeo Kima (la più importante gara di sky running, al mondo), ovvero un’atleta di livello assoluto, è dispersa dall’1 settembre ‘26 sul Cervino, ovvero ad oltre 4mila metri.

Come scrive RaiNews: Mentre cresce l’apprensione, si abbassano le possibilità di ritrovare viva Kalie McCrystal: atleta, avvocato, docente universitaria. Una professionista rispettata e amata e per cui in tanti facevano il tifo, dalla Valtournenche al resto del Mondo.

Sembra si stesse allenando per un record, su un percorso duro ma non impossibile perché atleti del suo livello. E senz’altro conosceva bene il percorso. Ma la montagna è pericolosa per tutti, anche in una passeggiata.

Mentre scrivo qui, l’area delle ricerche è stata ristretta. Sembra che forse (forse) non avesse un dispositivo GPS e che non aiuta le ricerche il fatto che la sua SIM fosse virtuale. Io non lo so.

So che commentare che sia più difficile individuare “perché vestita di bianco” è una vera idiozia. Infatti, se aveva un telefono, senz’altro aveva (come ogni iPhone dal 14 Pro in poi, io ce l’ho. Anche io vado in montagna, molto piano e piuttosto male), aveva sempre la possibilità di chiamare i soccorsi con GPS satellitare. Sempre. Anche senza copertura. Se non l’ha fatto è probabile che non ce l’abbia fatta, purtroppo. Oppure sì? Chissà.

In sostanza, possiamo fare poche cose: tacere, sperare, pregare. Kommentare? No.

Ma stiamo pregando? Non tutti lo fanno. Molti kommentano.

I commenti vergognosi sui social si sprecano. 

Chi ama la montagna, invece, piange o prega. Qualcun altro, come chi scrive qui, spera nei miracoli che accadono solo a chi è preparato… e se ne f*tte dei commenti.

In realtà, sulla mia pagina Trailrunningparadise che trovate su Instagram, i commenti vergognosi sono stati pochissimi. Solo un “fenomeno” ormai anziano che raccontava come “ai suoi tempi” irrideva i membri del CAI (Club Alpino Italiano) salendo in montagna con le Superga… mentre oggi la montagna non è “una pista d’atletica”.

Io spero ancora e in un certo senso prego. Credo sia l’unica cosa da fare.

Lorenzo Tiezzi