Techno Salis di nuovo sul palco, regina della comunicazione politica

Techno Salis è di nuovo sul palco. Qui la vedete con Charlotte De Witte, mentre oggi, venerdì 2 ottobre, è in console accanto a un’altra dj donna, pure lei bionda come Silvia e come Charlotte, Novah.

Ho scritto di getto un post su Insta, commentando il techno presenzialismo di Salis, che inizia a starmi (cordialmente) antipatica come Onorato, il nuovo che avanza nella politica di sinistra, pure lui piuttosto piacente, assessori ai grandi eventi di Roma.

Anche lui è un grande comunicatore: si mette a dare fastidio ai taxisti abusivi in prima persona, senza mandare i vigili… e guarda caso si fa riprendere mentre lo fa. A me sembra troppo furbo.

Mi piace Salis che pensa alla techno, Techno Salis la trovo troppo furbetta.

Perché Salis non ha mandato un suo assessore, su quel palco? A me l’evento convince. Ma perché stare sempre il palco?

Bene… il mio parere l’avete letto e io sono Lorenzo Tiezzi…

Ex direttore di palco, anzi ex tecnico di palco per sempre.

I sindacalisti che da sempre pagano e organizzano il concertone del Primo Maggio NON salgono sul palco a farsi foto e video con gli artisti. E parliamo dei sindalisti, mica di premi nobel. E Mattarella non va sul palco della Scala. E mille altri esempi.

Ho fatto a lungo il direttore di palco per l’Orchestra Verdi, con Chailly, a Milano ho lavorato anche con Muti. Il palco è per me un posto sacro. Capisco il caos in console, a volte, ma nei club. Nei festival lo considero una cosa da peracottari. E quindi il mio parere, come sempre minoritario e mio è: W LA TECHNO gratis. Senza nessuno sul palco tra gli artisti. E noi umili tecnici.

ma il bello è che su Insta si trovano, pur raramente commenti molto intelligenti. Questo è di Alessandro D’Agostino (…) che mi ha quasi convinto.

Se sei contro la Salis su quel palco devi anche essere contro tutto quel pubblico che è sotto al palco, perché è l’evento stesso a essere un’operazione di marketing.

E ben vengano politici che trasformano un rituale di danza collettivo in un simbolo-programma politico, ben venga che sia quella una vetrina propagandistica.

Piuttosto che quei falsi salotti televisivi. Mentre da una parte c’è il “decreto antirave”, da quest’altra c’è una sindaca che autorizza una festa techno in piazza accessibile a tutti.