Più che una classica trascrizione di una bella chiacchierata tra chi scrive e Samuele Sartini, qui su M!X AD! trovate un bel po’ di musica. Ci conosciamo bene, Samuele ed io e abbiamo parlato di quella cosa che ci unisce tutti, top dj (lui) e cialtroni tra parole e chiacchiere (io) e voi che leggete. Senza musica saremmo tutti chissà dove. Io senz’altro perso…
«Quando mi hanno chiesto di realizzare il primo remix ufficiale di questo capolavoro (parliamo di “L’Emozione Non Ha Voce (Io Non So Parlar D’Amore)” di Adriano Celentano, NDR), ho accettato subito, e l’entusiasmo è stato immediato già al primo ascolto – dichiara Samuele Sartini, top DJ italiano (lo ripetiao), ormai ‘specializzato’ in operazioni di questo tipo, visto che ha già remixato brani di Cremonini, Lorenzo Jovanotti ed altre star tra cui Marcella Bella…
«Ogni remix ha storia a sé, nel senso che tecnicamente non tutte le canzoni lei puoi portare sempre “dove vuoi”, ovvero sul danceflooor allo stesso modo. Il mio focus, la mia visione sono stati sempre quelli di cercare di rispettare l’opera originale, di portarla nel mondo mio che mi appartiene… voglio sempre che i miei brani suonino in un certo modo, alla ‘Samuele Sartini’. Devo avere un suono ben definito e ben riconoscibile».
Presto ne ascolteremo altri, altrettanto importanti. Sartini si merita tutto questo successo, perché da sempre lavora su se stesso, sul lato più pop e melodico della house, a modo suo. Oggi vince, certo, ma a lungo, quando vinceva l’EDM degli svedesi (come li chiama Samuele, ovvero Swedish & soci) è sempre rimasto vicino al suo suono… che è house e quindi melodico e ritmico.
Non ci sono poi solo nuovi remix, per Samuele. C’è in arrivo un brano realizzato con Ultra Natè ed un altro brano in uscita sulla label di Fisher. Perché Sartini è house e internzionale, mica solo italiano.
I remix di Sartini sono versioni che funzionano e fanno davvero ballare. Non solo nei suoi set. «Io i miei remix li suono sempre e sul dancefloor funzionano, sennò mica li farei», dice.
Ma come è nato questo ultimo remix?
«È stata Chiara Bella, figlia di Gianni Bella, a chiedermi di ridare vita a uno dei più grandi successi di suo papà, e per me è stato un vero onore reinterpretare questo classico in chiave moderna».
E come sempre Sartini, sui pezzi, con il suo team lavora. L’armonia è sempre un po’ diversa dall’originale, non troppo, perché il lavoro è quello di regalare nuova magia all’originale, non inventarsi altro. Si sente forte, oggi, che del team di Sartini fa parte anche Paolo Sandrini, uno che su armonia e melodie ci lavora sempre, su quei maledetti / benedetti tasti neri e bianchi…
Tornando al remix del capolavoro di Celentano, il cuore non è solo la melodia, ma tutto un tessuto armonico che sembra quello di un finale di un pezzo, in realtà (avete presente “L’Amour Toujours”, è lo stesso ‘trucco”… Certo, lo stesso che sentiamo in “God Only Knows” dei Beach Boys. Tutto si ripete più o meno uguale e gli accordi scendono… ma che bellezza, in qualche modo sentiamo quello che c’è già stato prima, che però mica c’è. E’ una faccenda così complicata, il pop. Una faccenda di cui molti addetti ai lavori della dance parlano senza capire niente.
«Io e il mio team, Paolo Sandrini e Alex Abbruscato, abbiamo lavorato per creare un groove che sostenesse il dancefloor senza tradire la dolcezza e l’intensità del canto di Celentano, con un basso energico ma mai invadente. Il cuore del brano è il riff principale (una parte strumentale che si ripete)… che ha una vibrazione trance melodica, perfettamente intrecciata con voce e armonia, che apre a una nuova dimensione emotiva».
Oggi, Samuele Sartini, c’è tanta musica italiana di qualità e la musica dance non è in un momento così creativo, è naturale che ci sia voglia di bei remix…
«E’ vero, la house music, per come l’abbiamo intesa in tanti decenni, trovo che abbia un po’ meno spazio, mentre ci sono tanti artisti italiani che fanno cose bellissime… e poi spesso anche il pop diventa house. Ad esempio, Dua Lipa pubblica brani melodici, pop, ma il suo ritmo è house, eccome».
E come sarà il futturo della musica da ballo? Tutto da ballare, questo è sicuro. Che bello sarà ascoltarlo. E Ballarlo.
(Lorenzo Tiezzi)