Gigi D’Alessio protagonista di un dj set a Napoli

Un mio amico dj (sì, lo so, è un problema avere un sacco di amici dj), mi manda il flyer il 2 aprile e spero / credo sia un Pesce d’Aprile fuori tempo massimo, ma invece no. E’ la verità. Domenica 29 maggio, Gigi D’Alessio, star della musica napoletana, uno dei musicisti italiani più bravi e simpatici (dirige, canta, suona) fa un “dj set” a Napoli.

A Napoli, a casa sua. Nella città in cui dovrebbe e potrebbe riempire lo stadio San Paolo da solo con il pianoforte, se va al Club Partenopeo a fare un dj set. Sarà anche uno spazio grande da migliaia di persone, ma c’è qualcosa che stona.

Anche perché che cavolo c’entra il bravissimo D’Alessio con la console, con la musica elettronica? C’entra, per dirla in fiorentino, come il cavolo a merenda. Oppure no?

Gigi D’Alessio che fa un dj set? Tutte cavolate? No. E’ tutto confermato e si può comprare il biglietto, che costa 35 euro più 2 di prevendita.

Se cliccate qui leggete da soli e magari ve lo comprate: https://www.i-ticket.it/eventi/gigi-d-alessio-napoli-club-partenopeo-biglietti

Ovviamente, come sa che vive di musica e di locali, i dj set nei locali che non sono veri dj set ma brevi concerti su base in discoteca con un dj in console li hanno inventati i rapper italiani: Gué Pequeno, Sfera Ebbasta & company, ai tempi d’oro, facevano affari d’oro con doppie e triple, ovvero 3 brevi concerti / apparizioni con dj annesso in 2 – 3 locali diversi in un sabato notte…

Perché questo tipo di apparizioni o “special performance” viene definito così o come dj set? Semplice: per separarlo dai concerti veri e propri, quelli che l’artista promuove sui propri canali, nei quali l’artista ed il suo promoter organizzano il tutto in prima persona. Nel caso dei “dj set” invece l’artista / artigiano si accontenta di un cachet fisso di solito non così basso, una somma sicura, che non dipende dai biglietti venduti.

Che una star della musica italiana e napoletana come Gigi D’Alessio, da sempre lontano anni luce da divertimento giovanile e discoteca, si converta ai dj set con annessi e connessi è un po’ strano. Anzi stona.

Lasciando perdere il dettaglio economico (sono fatti di D’Alessio e degli organizzatori), la speranza è che D’Alessio faccia una di queste due cose:

1) si regali un bel concerto in discoteca, magari lungo almeno un’ora e mezza (visto che costa 37 euro) stando lontano da console e mixer.

2) Provi davvero ad avvicinarsi alla console come dj o produttore di musica da ballo elettronica partendo da questa performance per fare poi altro. Siccome è Gigi D’Alessio, un grande artista, chissà che non combini qualcosa di buono.

L’unica cosa che è logico non aspettarsi da un artista di questo livello, un grande artista come D’Alessio, è l’ormai consueta corsa al ribasso discotecara. La discoteca negli ultimi 15 anni è diventata luogo di conquista economica per i già citati rapper, per manager / “magnager”, per tanti top dj internazionali che di top hanno solo il cachet. Non reggerebbe l’urto di una vera star che fa l’incasso anche di notte. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.


Lorenzo Tiezzi x AllaDiscoteca

PS Chi legge avrà capito senz’altro che Gigi D’Alessio, per chi scrive, è un grande artista. Se invece il lettore non l’ha capito, può diplomarsi al conservatorio, dirigere orchestre a 18 anni e poi vendere i dischi che ha venduto D’Alessio in carriera, uno che se si mette al piano può intrattenere qualsiasi pubblico per ore e ore. Dopo aver fatto tutte queste cose, il lettore che non capisce, potrà fare ironia su D’Alessio, che come artista (e performer) non si discute. Quel che si discute, e solo in parte (vedremo), sono i suoi dj set.

Leave a Comment