Joseph Lu ed il potere della musica

Joseph Lu ed il potere della musica Una nomination agli Hollywood Independent Music Awards a luglio, dove riceverà la nomination nella categoria Contemporary Classical, una seconda nomination ai World Entertainment Awards nella categoria Best Classical Performance culminata poi nella vittoria a Hollywood, Los Angeles.

Il suo ultimo trionfo é stata la vittoria dell’importante premio WEA (World Entertainment Awards) a Hollywood come Miglior Performance Classica, conferitogli per il brano “Memories”, uno dei massimi riconoscimenti per chi riesce a creare contenuti d’intrattenimento e l’unico premio a riunire l’intera gamma dell’intrattenimento in un premio unito.

Joseph Lu è questo, ma molto di più, un uomo dal cuore grande, profondo assertore del potere della musica come inclusione sociale, collettore di messaggi d’amore per chiunque, punto di unione per qualsiasi cuore che ami la vita.

In occasione del 2 aprile, poi, Giornata Mondiale dell’Autismo, l’artista ha lanciato il singolo Power of Love“, un progetto musicale per promuovere la parità di diritti.

JOSEPH LU, L’INTERVISTA

“La musica nasce dai sogni, da un viaggio; viviamo in queste dimensioni, di notte, ma sogniamo anche a occhi aperti, di giorno”-dice Joseph Lu-” viaggio attraverso queste dimensioni e porto nella nostra realtà il sogno, mettendolo in musica.

Ma questo avviene senza un passaggio, è un modo diretto, si trasferisce subito al pianoforte. Questa forma che ho adottato è quella di non riscrivere, perché la scrittura coinvolge un altro step, provoca interruzione e blocca l’emozione che voglio trasferire.

Finisco il sogno, apro gli occhi e vado al pianoforte; la musica viene elaborata subito e quando è pronta la sento subito, è completa”

E’ un sogno che fai durante la notte?

“Sì, ma anche di giorno; sognare è uscire da questa dimensione per entrare in un’altra, trasferendoci lì e vivendo quella realtà”.

Quale è la nota che meglio identifica il sogno?

“Il LA, è quella che prediligo, perchè mi dà più emozione; molte mie composizioni iniziano con il LA”

Quando hai iniziato a comporre per la prima volta?

“Avevo 5 anni, mio papà un giorno mi trovo’ su uno sgabello a suonare ma con la sua tastiera spenta. A quel punto capi che avrebbe dovuto avviarmi alla musica.

In Sicilia tutto è difficile, è complicato realizzare i propri obiettivi; io mi sono fermato per 16 anni e ho dovuto cercare di mettere in una scatola chiusa la musica per esigenze pratiche. 

L’ho fatto per proteggermi, ma è stato un dolore troppo forte; ho venduto tutto quello che aveva a che fare con la musica, a casa non è rimasto neppure uno spartito e non ascoltavo nessun brano.

Dopo 16 anni i bambini erano cresciuti, avevamo maggiore stabilità economica; nel frattempo avevo fatto tutti i lavori possibili.

Una mattina, prima di dicembre, mia moglie, che è la mia musa ispiratrice che mi ha fatto rinascere e alla quale ho dedicato “Pour Marie”, (Romance d’un Amour), ha alzato il letto e mi ha mostrato che c’era una tastiera.

Io suonavo nei sogni e quella tastiera era proprio lì sotto!

Mi chiese….devo buttare anche questa?

Da quel momento tutto è ricominciato!”

Quali sono stati i tuoi Maestri e le tue fonti di ispirazione?

“A scuola ero considerato un ribelle; da sempre non amo essere inquadrato e chiuso in rigidi schemi. 

Chopin era l’unico che volevo interpretare, come anche Liszt.

Poi ho seguito una sorta di isolamento musicale.

Non ascolto musica perchè mi permette di essere poco influenzato da altro.

Ma Ennio Morricone resta un mito, per me, come per tantissimi”

Dove vuoi arrivare?

“Vorrei continuare a studiare e suonare, e anche alzare il mio livello; sono ambizioso e questa mia caratteristica mi ha permesso di andare negli Stati Uniti perché in Italia ho avuto un’esperienza negativa al primo concorso.

Avevo partecipato perché volevo confrontarmi e capire, oltre a mettere la mia musica in Rete per permettere a tutti di ascoltarla”

Alcuni tuoi brani potrebbero essere la musica di alcuni film…

“Il maestro delle colonne sonore è sempre Morricone, un compositore tra i piu’ grandi; è riuscito e riesce nella sua immortalità a trasferire emozioni e il suo virtuosismo non è fare 1000 note, ma creare magia con poche.

Io voglio ideare qualcosa di nuovo, certo non so se riusciro’ a eguagliarlo !”

Sicilia è = musica; ci vuoi anticipare qualcosa rispetto ai futuri concerti?

“La Sicilia ha creato e crea questa magia, in chi ci vive; soprattutto i musicisti ricevono questa sorta di energia che questa Terra ha e si trasferisce nella musica. Come hai potuto vedere nelle note e nei video che creiamo- sono proiezione visiva- la Sicilia è presente in tutto.

È fonte di ispirazione e una terra che non potrei mai abbandonare, perché  significherebbe perdere questa ispirazione. 

Puoi allontanarti, ma prima o poi devi tornare come da una madre.

Sarà proprio dalla Sicilia che partiro’  con le prime date dei miei concerti, iniziando da Ragusa.

Vorremmo creare un’orchestra nella quale la Sicilia sarà centrale e composta principalmente da musicisti siciliani, portando così con noi parte di questa magnifica isola anche nei tour internazionali, rappresentando l’Italia e la Sicilia a Hollywood.

Il 2023 è stato splendido, con nomination per “Night in the sky” agli Independent Music Awards, o al WEA, dove Memory ha vinto nella sezione classica, al LIT a New York con 3 statuette.

Night in the Sky ha vinto come miglior brano e miglior compositore e Oceano con 3 Gold Win”.

Bisogna diventare molto famosi all’estero per essere riconosciuti in Italia?

“L’Italia è la culla della musica; abbiamo artisti unici al mondo, ma il nostro Paese non riesce a dare giusto peso e valore ai suoi figli.

Questo accade perché guardiamo molto fuori, siamo troppo influenzati da cio’ che è il sistema esterno, invece dovremmo creare una nostra forte identità- quella che un tempo avevamo.

Ci stiamo troppo conformando e  adeguando, dobbiamo rafforzare le nostre caratteristiche, con maggiore attenzione ai talenti che abbiamo a casa nostra, accorgendoci dei nostri artisti e delle nostre eccellenze!”.

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