Parodie, musicali. Purtroppo spesso banali. O cover, coveracce & mashup.
Se qualche volta il pop sorpassa a destra (come nel caso del nuovo disco di Harry Styles, che come l’ultimo “piccolo” album dei Coldpay è un chiaro esempio di volontà di fare musica meno enfatica, da stadio, pur potendola fare), stiamo vivendo un periodo musicalmente piatto, nel mainstream, pop o dance cambia poco.
C’è molta bella musica, in ogni genere, nascosta, ma quella che sentiamo tutti insieme è davvero banale. Dobbiamo sorbirci spesso parodie, volute e non, musica che non è musica. Come ha scritto qui Riccardo Sada, che ne sa anche più di me. E soffre. Accidenti.
Sentiamo canzoni / parodie musicali, che però non sono tutte uguali. “La Discoteca” degli Exch Pop True (da cui il mio sito AD! AllaDiscoteca prende il nome), “parodia” italo disco che in Francia era avanguadia, qui diventò pop dance grazie al testo in italiano e a Gigi D’Agostino…
Forse, non ha molto in comune con un’altro pezzo divertente o demenziale, fate voi, “Loco Loco” di Reiner Zonneveld & Gordo. O forse sì. Forse sono entrambe parodie e sono divertenti. Non voglio esagerare. Senz’altro anche “Loco Loco”, a piccole dosi fa ridere. “La discoteca” però faceva anche altro. Per me.
Il problema è non è neppure che una brutta parodia musicale come il brano di Sal Da Vinci, “Per sempre sì”, vinca Sanremo.
Sanremo di solito è perfetto per musica che arriva subito e poi dimentichiamo. E’ un brano che di musica nuova, dentro, ne ha poca, ma è arrangiato benissimo, guarda caso da due specialisti come Merk & Kremont e cantato meglio da Sal Da Vinci, un vero professionista…
Il problema è anche che se Aldo Cazzullo scrive che sembra un pezzo del geniale parodista (anche musicale) Checco Zalone, perfetto per il più classico matrimonio napoletano, anzi per la parodia di un matrimonio da Boss delle Feste, quasi tutti si arrabbiano con Cazzullo.
Che invece coglie nel segno. OK, ha citato la camorra, ha usato una iperbole e ha fatto una battuta. Ma ha ragione. Pino Daniele è musica, questo brano fa diventare Nino D’Angelo un audace innovatore. E’ una parodia e non abbiamo alto che queste, oggi. Molto male. Non ci accorgiamo di stare ascoltando solo parodie? Non più. Siamo assuefatti.
Però, se oggi dance e pop di massa falliscono, e falliscono male, per fortuna la bella musica dura per sempre.
Chi ha avuto l’immensa fortuna di andare a vedere un capolavoro come il film “Hamnet”, che ovviamente farà incetta di Oscar, si sarà goduto la colonna sonora di Max Richter… ma non avrà sentito uno dei pezzi più belli della storia della pop dance. Ovvero questa scena, che vedete su YouTube, nel film che è duro e splendido, non c’è nel film. Se la sono girata per rilassarsi, dopo il film.
C’è però la magia forte di Max Richter, nel film… E c’è la capacità della regista Chloe Zao di capire che quando va tutto male, puoi sempre ballare. Certo, bella musica, come “We Found Love”.
Il cast, tutto il cast, per suo volere, ha dovuto “ballare via” la durezza del film ballando Rihanna. Perché quando tutto il resto fallisce, c’è Rihanna, per liberarsi. E se c’è di mezzo pure Calvin Harris, è meglio.
(Lorenzo Tiezzi)