Concerti e sport? Sono armi di distrazione di massa e Trump le sa usare

Il grande business di concerti e sport, come nasce? Forse, dopo il Covid. Anzi, probabilmente, il BOOM è arrivato proprio in quel periodo.

Oggi i GRANDI EVENTI, tra SPORT e MUSICA sono armi di distrazione di massa… O almeno, sono anche questo. E Trump lo sa bene.

Nella magnifica foto composizione vedete a sx The Weeknd, in alto col cappellino Trump, Infantino… e sotto lo splendido, beh splendido, Lorenzo Tiezzi.

Come mai proprio Trump, tra una guerra e l’altra, chiama Infantino per lamentarsi di una squalifica ai mondiali di calcio e organizza incontri di MMA alla Casa Bianca?

Lo fa perché conosce bene il soft power dei grandi eventi tra sport e musica. I grandi eventi oggi portano due cose: soldi & popolarità. Cultura e innovazione? Poche. Molto revival. Uno come Trump in questa faccenda, ci sguazza.

Grande comunicatore e personaggio tv, non solo politico e businessman. Sa tutte queste cose e le sfrutta. Trump sa che sport e show contano più delle guerre oggi, per la popolarità. Oggi The Weekend ci vende Nespresso. Guadagnando, pur “piccola star”, più di Michael Jackson con la Pepsi.

Sport e musica non sono mai stati così profittevoli come oggi, nella storia dell’umanità. Dopo il Covid c’è stato un vero boom.
I concerti delle piccole star attuali, nel mondo, “piccole” star come BTS e Taylor Swift, molto meno importanti per la società e la storia dei Beatles, degli ABBA o dei Duran Duran negli anni ’80 in Italia, oggi fanno incassi faraonici. Ieri non succedeva. Lo show biz è in BOOM!, solo monetario. La vera qualità latita.

La coppa del mondo di calcio con così tante squadre, per USA, Messico e Canada è una fonte incredibile di denaro. La passione sportiva dei tifosi si mescola con la FOMO (la paura di non esserci), i biglietti costano una follia, gli eventi sono sempre immensi… così l’emozione arriva prima e più forte. Anche per la tecnologia e gli strategici cooling break pubblicitari. Il calcio oggi è un altro sport. Più veloce e fisico. Forse anche più bello.
La musica pop nei grandi eventi migliora?

Se risentiamo soltanto gli Oasis, come può migliorare il rock? Dopo il Covid, dov’è finito il rock che già non stava bene?

E poi, cari, ci sono i SOLDI. Quanti soldi girano. Una quantità di soldi infinita
Nella crisi dei media (tv, radio, giornali, etc), le star dello sport e della musica sono esse stesse un media, sui social e non, un media multi-lingua (non si parla sul campo) che fattura l’impossibile.

Tutto parte dagli USA, ma non ci sono solo gli USA, ormai. E si fanno soldi anche con lo sport praticato: le maratone trasformano in “eroe” chiunque si alleni.

Di chi è la colpa?
Siamo noi, noi fan della musica e dello sport, noi atleti amatoriali a volere SOLO & SOLTANTO MEGA EVENTI. Gli organizzatori ci accontentano e si fanno pagare biglietti e iscrizioni alle gare una follia. E noi che facciamo? Paghiamo. Per sentirci Ironman o maratoneti “top”, per sentirci veri fan di Vasco o Ultimo o BTS o Neil Young.
Solo che non è vero.

E purtroppo, se i grandi campioni degli sport fanno BOOM e diventano “icone”, tutti gli altri atleti non crescono e lo sport di base arranca. E la musica? A parte qualcosa in ambito urban, oggi la creatività è poca. Hanno successo quasi solo artisti non rivoluzionari come Ultimo e over 70 come Springsteen o Vasco, tutti molto attenti ai loro incassi.
Grandi numeri, poca innovazione, zero rivoluzioni.

Non è Trump ad essere “cattivo”. Non sono artisti, atleti e organizzatori ad essere avidi. Siamo NOI ad essere interessati SOLO ai grandi eventi e fottercene di guerre, terremoti, carestie, genocidi.

I cattivi siamo (anche) noi. La differenza tra noi normali e i potenti è che noi siamo mediamente cojoni, loro, Trump per primo, son furbi.

(Lorenzo Tiezzi)