Avete letto bene: il 2.5 degli italiani è ludopatico, abbiamo 1.5 milioni di ludpatici. Le minacce a Berrettini, non dovrebbero stupirci. Manco per niente. E invece.
La notizia del giorno nel nostro splendido paese, oggi 2 settembre, sarebbe che (…) il super tennista Matteo Berrettini ha raccontato di aver ricevuto minacce da “scommettitori “mio fratello, al Roland Garros (giocato qualche mese, NDR) ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose di questo tipo. Ho vinto una partita e scrivevano: ‘Matteo è così scarso che, se non gli dici di perdere’, o qualcosa del genere, ‘uccideremo la tua famiglia’ oppure ‘faremo questo’. Abbiamo segnalato tutto all’Atp – ha spiegato l’azzurro – e hanno i numeri di telefono e tutto il resto. Noi abbiamo trent’anni e siamo adulti, ma se penso ai più giovani so che ricevere questi messaggi può fare paura. Dovremmo creare qualcosa per proteggere i giocatori” (dichiarazioni raccolte da ADN Kronos).
A questo spiacevole episodio, segue la consueta indignazione, come sempre più o meno inutile, anzi veramente cretina, a mio parere. Ecco i fatti, che elenco per punti, così è facile da leggere. Poco chic, ma facile da capire, credo. La ludopatia è un problema seria.
A) Il giro d’affari del gioco d’azzardo legale in Italia ha raggiunto un record di 165,34 miliardi di euro all’anno. Tanti soldini, se pensiamo che tutto il settore videogiochi nel mondo vale 200 miliardi di dollari.
B) In Italia il gioco d’azzardo è legale, mentre sarebbe (sottolineo sarebbe) illegale pubblicizzare in ogni modo il gioco d’azzardo. Perchè? n Italia si stima che ci siano circa 1,5 milioni di persone affette da Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA), comunemente definito ludopatia.
C) Viene rispettato il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo? Ovviamente no. Su DAZN e non solo ci sono decine di spot durante ogni partita di Serie A che non promuovono siti di scommesse, certo, ma siti di “quotazioni” di scommesse o informazioni “giornalistiche”. E’ una bella parac*lata che lo stato (minuscola) non sa e non vuole gestire. Se le sigarette, legali, almeno non vengono pubblicizzate, le scommesse lo sono. Eccome se lo sono. Lo stato che fa? Incassa, con le pubblicita alle scommesse e le tasse sulle scommesse-
D) La splendida e utilissima AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). L’autorità ha infatti specificato che le comunicazioni puramente informative (come la diffusione di quote, i bonus di benvenuto comparati o le statistiche) non costituiscono pubblicità vietata, purché non contengano un invito diretto alla giocata.
E) Che si tratti, ovviamente di pubblicità ingannevole (come una volta erano per le sigarette iniziative come Marloboro Country o Camel Trophy), per l’utilissima AGCOM non conta mica. La realtà è che SNAIFun (Portale di sole notizie, quiz e statistiche sportive associato allo storico marchio italiano Snaitech), che viene pubblicizzato in tv e altrove, a cosa rimanda, indirettamente? sito di scommesse SNAI, ovvio no? Stesso discorso per Lottomatica.sport, sito “editoriale” su cui NON si scommette, che però pubblicizza Lottomatica.it (…)
Estremizzando, ma fino ad un certo punto, con buona pace di chi si stupisce per le minacce al tennista Berrettini, un paese come l’Italia, con 1.5 milioni di ludopatici, in cui lo stato (minuscola) permette serenamente di pubblicizzare le scommesse legali tramite siti civetta (quando sarebbe illegale pubblicizzare le scommesse), è un paese in cui l’unica cosa che conta è la forma.
Allo stato della sostanza e della legalità, in fondo, non frega proprio niente, anche perché i 165,34 miliardi di giro d’affari delle scommesse son tassati ed è questo quello che conta per far finta che tutto vada più o meno bene.
Lorenzo TIezzi