SAMA’ ABDULHAD - AllaDiscoteca

David Guetta suona al Louvre, i dj normali a casa (senza lavoro) e la dj Sama’ Abdulhadi in galera perché suona techno vicino a una moschea: buon 2021! #alladiscoregalo

Prima di tutto gli ultimi due #alladiscoregalo (gli altri li trovate nell’articolo sotto)

Cliccate QUI – per godervi (gratis!) i dj set di Nina Kraviz, Folamour, Carista, Kamma & Masalo per Polaris festival, tutti in mezzo alla neve. Nina va sempre bene, nella neve poi c’è nata e ci sta ancora meglio.

Nina Kraviz in versione guida alpina per Polaris

Su tutti i canali di David Guetta e del Louvre di Parigi potete invece vedere e ballare il nuovo capitolo di United At Home, questa volta di fronte all’iconica piramide del museo (per una volta iconica come aggettivo va benissimo). Il Guetta internazionale, che abbiamo intervistato QUI – – ha già raccolto 1.5 milioni di dollari per l’Unicef e continua su questa strada…

David Guetta @ Louvre per l’UNICEF

Adesso un po’ di riflessioni e pensieri, non tutti positivi. Anzi soprattutto NON positivi, perché, il 2020 è stato un anno di melma ed il 2021 per l’intrattenimento nel mondo e per tutta la filiera di musica e show business sarà durissimo.

Partiamo con Guetta.

Il super dj francese sarà protagonista anche su m2o con un dj set e ovviamente pure all’evento streaming del Tomorrowland (trovate i dettagli qui sotto), continua a raccogliere soldi non per tutto il settore dell’intrattenimento in difficoltà assoluta.

Al Louvre per Capodanno non raccoglie per i colleghi meno star di lui a casa. Neppure per i posteggiatori dei locali senz’altro disperati. Lo fa per l’UNICEF, che è molto più grosso di tutti i dj sfigati del pianeta.

L’iniziativa di Guetta, come altre del genere, è senz’altro positiva, perché raccoglie soldi per chi è in difficoltà e sicuramente serve anche al David internazionale, perché lo mette nello star system al livello di gente come Lady Gaga…

Ma dimentica tutti gli altri dj, che non sono abbastanza famosi da essere sponsorizzati da PS5 e Xiaomi (partner dell’evento, come il Louvre).

A me è venuto in mente, perché quando l’abbiamo intervistato, gliel’abbiamo chiesto. Perché non fai qualcosa per tutti i dj e tutte le disco?

La risposta è stata che lui da solo non poteva fare molto per il suo settore (l’intrattenimento) se non dire al mondo che va malissimo. Fare da amplificatore.

A me sembra che questa amplificazione quasi non ci sia.

Guetta fa senz’altro bene pure alla dance music, perché la porta accanto alla Gioconda di Leonardo, nella piazza più artistica del mondo… ma ci piacerebbe tanto, da parte sua e da parte di tutti gli altri super dj, qualche atto concreto per aiutare chi in tutto il mondo è in difficoltà assoluta visto che i locali sono chiusi.

Non è successo e non succederà. I dj restano soprattuttto espressione ognuno del suo ego.

Sia chiaro, Guetta non è solo nel celebrare soprattutto se stesso.

Il 99.9 dei dj del mondo è come lui, non può fare altro che sentirsi unico e solo. Fare il superstar dj è un’attività dannatamente difficile e solista. Ed è durissimo anche campare suonando nei localini ogni sera. O pulire per terra di notte negli stessi locali, oggi chiusi.

Nel caso di Guetta, sta facendo anche del bene ed è per questo che proprio a lui (e non a quasi tutti gli altri, privi di ogni sensibilità) viene da chiedere ancora qualcosa di più.

Ma chi sta facendo qualcosa per tutto il settore?

Le techno star, dalla bella Nina Kraviz a Carl Cox, da Joseph Capriati a Marco Carola… si sono forse unite per supportare i lavoratori delle discoteche o i colleghi meno fortunati di loro?

In Italia è probabilmente meritoria l’azione di Ralf e Coccoluto con un sindacato di dj favore di un inquadramento professionale più preciso per i dj (ne scriverò presto qui su AllaDiscoteca, perché ho un parere preciso sulla faccenda e ritengo che i dj come professionisti (artigiani) siano molto più simili ad un idraulico (artigiano) che a Michelangelo (artista) e che in entrambi i casi (artigiani o artisti), come del resto per i giornalisti, un albo professionale ‘all’italiana’ non serva proprio a niente, se non a peggiorare la situazione odierna).

Ma in generale, i top dj italiani si sono uniti in qualcosa a favore della filiera dell’intrattenimento e/o degli artisti? A me non sembra.

Dite che sono pessimista?

Dite che i dj sono una categoria solidale?

Ribadisco. A me non sembra. Oggi è il 31 dicembre.

Da qualche giorno la dj palestinese Sama’ Abdulhadi, la techno queen araba, è in galera per aver suonato ad un evento privato di 30 persone autorizzato dal ministero del turismo in un luogo sacro per l’Islam. In realtà, ovviamente, l’evento non si è svolto in una moschea sacra all’Islam né esattamente nella tomba di Mosè. Si è svolto però in un complesso con varie aree, di cui alcune sacre, in una zona NON sacra. Trovate tanti articoli sulla faccenda, uno dei migliori è quello di Parkett Channel. Lo leggete QUI.

Sama è l’unica persona ad essere finita in galera per questo party. L’unica persona. Se cercate un po’ di news su di lei capite perché.

E’ in galera soprattutto perché ha portato la techno, la musica del diavolo, vicino a Dio… e non facciamo tanto i santi, noi occidentali. Per ora di techno in Piazza San Pietro non è che se ne sia sentita, anche se per fortuna di dj in galera per aver suonato techno non ne abbiamo.

Io colpevolmente ho capito la gravità della cosa solo ieri sera e ne sto scrivendo qui.

Ho firmato la petizione su Change.org come altre 70.000 persone e fatto una minima donazione per diffondere la cosa.

Se tu che leggi fai la stessa cosa, forse qualcosa si muove.

E ANCORA.

Quanti top dj del mondo stanno scrivendo qualcosa a favore della povera Sama’ Abdulhadi? Date un occhio su Instagram. Io non ho trovato nessun post, se non uno di Adam Beyer. Solo Resident Advisor punta molto sulla cosa e sulla petizione. E fa bene.

(NB: cercando poi meglio ho trovato tanti articoli sui media di settore, un tweet di Amelie Lens – non replicato su Instagram, e post di The Blessed Madonna e Ida Engberg)

E’ una cosa grossa, è una cosa che grida vendetta, ma è anche una cosa scomoda, su cui prendere posizione un po’ costa. Per cui meglio non farlo. No?

Ogni dj celebra come sempre, come in tempi normali, se stesso. Solo che non siamo in tempi normali perché c’è la pandemia e tutti i dj (star escluse) sono nella melma. C’è addirittura una ragazza che suona techno che è in galera… perché suona techno.

Farò anche nel 2021 ciò che posso, ovvero pochissimo (ho scritto un libro, Faccio After, per i dj in difficoltà), perché i top dj parlino dei dj normali (oggi nella melma) e per far si che della tragedia di Sama’ Abdulhadi si parli un po’ di più, almeno nel nostro disgraziato settore.

Buon 2021 a tutti, soprattutto a chi ha pochissimo da festeggiare.

(Lorenzo Tiezzi)

CLICCA QUI SOTTO PER FIRMARE LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG PER LIBERARE LA DJ PALESTINESE SAMA ABDULHADI

https://www.change.org/p/palestinian-national-authority-call-for-the-immediate-release-of-sama-abdulhadi?cs_tk=AqDShRZuDpTMAoCk8V8AAXicyyvNyQEABF8BvEpVg3k8mxJB25UN8pBCcoE%3D&utm_campaign=88ff62cbd0764b51b59adeb9115cc6d6&utm_content=initial_v0_0_1&utm_medium=email&utm_source=guest_sign_login_link&utm_term=cs

TUTTI GLI ALTRI #ALLADISCOREGALO QUI SOTTO

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