Mark Knight & Armand Van Helden – “The Music Began To Play”: coppia di assi all’azione per una house intramontabile. Voto: 7

“The Music Began To Play”, com’è questa scatenata traccia? Leonardo Filomeno ce la racconta con la dovuta dovizia di particolari.

LA PAGELLINA: Alfieri del ritmo, Knight & Van Helden uniscono le forze in una traccia house, “The Music Began To Play”, brillante, molto metà anni 2000 nello stile. E con campione 70’s trasformato in un refrain che dalla testa non si toglie. Ci piace perché, in un momento in cui tante produzioni sembrano prodotte in serie, questa letteralmente emerge, trasmettendo una bella energia sin dalle prime battute. Il nostro voto è 7. 

DISCOVERY:The Music Began To Play” campiona un gioiellino della disco datato 1979 , si tratta di “I Don’t Need No Music” di TJM, non nuovo a rifacimenti di questo e di altri suoi successi in chiave house, grazie a remixer come Joey Negro o a gli italiani Harlem Hustlers…

Knight, che la pubblica sulla sua Toolroom, è un dj producer e A&R tra i più camaleontici. Segue filoni, scova successi, talvolta magari inaspettati, come Weiss – “Feel My Needs”.

“Untold Business”, suo recente album, include “All 4 Love”, dichiarazione d’amore ad una house dalle corde classiche, con dentro il calzante ma inflazionatissimo campione di “Living From the Mind” dei Brick, già utilizzato da Johnny Corporate nell’indimenticabile “Sunday Shoutin’ (tra i primi cavalli di battaglia della Defected) e da No Halo in “Put Your Hands On”.

Knight, dicevamo, cambia mood spesso e volentieri. Si pensi all’hammond house 90’s di “Alright”. O alle atmosfere e alle pianate progressive di “The Return Of Wolfy”, una montagna russa autentica, un po’ Chicane un po’ Pryda. Ancora prima, con l’attivissimo connazionale Funkagenda, ecco le più elettroniche e tirate versioni di “Good Times” degli Chic o “The Man with The Red Face”, il capolavoro di Laurent Garnier.

Dietro “The Music Began To Play” c’è anche un mago della house come Armand van Helden

Armand Van Helden è invece bravissimo nell’adattare lo spirito e il ritmo di ogni tempo ai suoi codici e al suo universo sonoro, con una umiltà ed una elasticità mentale che tanti colleghi, nuovi e vecchi, si sognano. Rivoluzionario negli anni ’90, quando si è inventato “Witch Doktor”, “The Funk Phenomena”, “You Don’t Know Me” o, in parallelo, i remix per “Professional Widow” di Tori Amos e “Sugar Is Sweeter” di CJ Bolland, e sicuramente nei primi 2000 con la furbissima “My My My”, ha poi creato il progetto Duck Sauce, col virtuoso A-Trak. Proprio qui abbiamo di recente scritto di “Anyway”, da qualche giorno disponibile in un interessante e ben più scuro remix a firma Low Steppa.

Tra le produzioni del suo album “Ghettoblaster”, pubblicato nel 2007, spiccava il singolone “I Want Your Soul”, rifacimento di “Do You Want It Right Now” di Siedath Garrett. Qualche mese dopo sul mercato tornò pure il rifacimento 90’s dei Degrees Of Motion, dal titolo omonimo, tirato bene a lucido, tra gli altri, dal duo Haji & Emanuel. Van Helden mantenne invece intatto quel mood anni ’80, tornato oggi in voga con prepotenza. Qualche giorno fa Marco Carola & Joseph Capriati hanno omaggiato quel classico in Serbia al Lovefest e al Pacha durante il loro party ibizenco. Indovinate un po’ quale versione hanno proposto…  

Leonardo Filomeno x AD

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