Human after all?, convegno su creatività e AI, al MIR 2026… tra paure e opportunità

Tra creatività e AI in discografia, al MIR 2026… Ho partecipato a diversi evento al MIR – Multimedia Integration Expo 2026, alla Fiera di Rimini a diversi eventi. Tra i più interessanti (anche se senz’altro molto ‘teorico’ e dedicato a discografici e decisori politici, non certo a DJ e ‘smanettoni’) ad un interessante convegno dedicato all’AI in ambito musicale. Non si è parlato di Suno, quella faccenda che troppi DJ usano male (invece di imparare dove sta il do sulla tastiera), oggi, per capirsi.

Già è bello il titolo: “Human after all?”, incentrato sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana nel mondo della creatività. Siamo ancora umani? Dobbiamo esserlo, ragazzi miei.

Tutto è iniziato con un po’ di ritardo, non alle 12, perché viviamo nell’era dell’AI, ma in un paese in cui troppo spesso i treni arrivano in ritardo. E già qui è stato interessante capire come non è forse la tecnologia a doverci far paura, ma altro. Ha iniziato la discussione l’on. Brando Benifei, eurodeputato e relatore dell’AI Act, con un interessante video – contributo dedicato alle sfide che ci attendono come europei.

Come italiano, adoro l’Europa. «La sfida è costruire un ecosistema digitale in cui innovazione e protezione della proprietà intellettuale possano convivere», ha detto Benifei. Vero, sono d’accordo. L’importante è sapere che altrove nel mondo, che so in Cina, della proprietà intellettuale non si interessano molto, mentre è in Corea del Sud è nato quel soft power del K-Pop che ha creato il più grande nuovo fenomeno pop degli ultimi anni, ovvero i BTS. Come europeo, ho molta paura di venire oggi surclassato, più che della mancanza di regole.

Le regole, però, ci sono già. Se sono cantante e mi clonano la mia voce, perché riconoscibile, agisco nelle sedi legali opportune e poi vinco… se però Milena Gabanelli viene quotidianamente ‘clonata’ per truffare online, forse il problema è quello di una lotta globale alla illegalità online, non solo in ambito creativo.

Tra creatività e AI in discografia, al MIR 2026…

Mi è poi sembrata davvero interessante la relazione sullo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale a cura del prof. Marco Angelini, (membro della Commissione governativa per l’Intelligenza Artificiale). Chi studia un settore senza dover rappresentare questo o quell’interesse (come i sindacati o SIAE, per capirsi, oppure chi fa politica) può osare un po’ di più. Chi studia spesso può guardare oltre e farci capire… che dobbiamo crescere. Tra USA e Cina, facciamo poca AI. Svegliamoci, tra una regola e l’altra.

Sono poi intervenuti Andrea Miccichè, presidente di NUOVOIMAIE (che tutela i diritti connessi di attori, doppiatori, cantanti e musicisti) e pure Federico Bagnoli Rossi, presidente di FAPAV (Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, che che protegge il diritto d’autore e la proprietà intellettuale… entrambi hanno parlato di pericoli e possibilità. «Il confronto tra uomo e macchina non è una sfida, ma un’opportunità per ripensare il futuro della creatività, ha detto Miccichè, mentre Bagnoli Rossi ha mostra un video in cui l’AI ‘cancellava’ tutta la filiera del lavoro creativo… poi farla tornare al suo posto.

Tra creatività e AI in discografia, al MIR 2026… dicevamo.

Sergio Cerruti, former president di AFI (associazione nata nel 1948, che tutela e rappresenta i produttori discografici indipendenti in Italia) sogna un ‘rallentamento’ dell’AI. “Servono regole, consapevolezza e responsabilità condivisa, per governare il cambiamento».

E’ giusto e logico parlarne a livello legislativo, in Europa, è giusto legiferare, ma sapendo già che da qualche parte nel mondo nessuno seguirà le nostre regole.E’ una tecnologia come un’altra, che arriva nel primo settore, la discografia “pop”, prima spazzato via da un’altra tecnologia, l’mp3 “pirata” e oggi rinato grazie allo streaming legale… e lo streaming legale ha vinto perché è più comodo dello scaricarsi illegalmente un mp3 da un sito pirata.

Già oggi, parlando di pubblcità, la maggior parte degli spot italiani usano l’AI in modo ‘commerciale’, legale e creativo. Anche negli studi di registrazione, mentre scrivo c’è chi campiona e poi rielabora fino a rendere tuto originale e quindi umano.

E c’è chi ruba. Come rubavano tanto ieri. Non ci resta che beccarli tutti.

Lorenzo Tiezzi x AD!

FOTO tratta da Rockol

https://www.mirtechexpo.com/it/dettaglio-evento/Human%20After%20All%20Come%20Uomo%20e%20Macchina%20Definiscono%20la%20Creativit%20Contemporanea?eventId=7260569

Human after all?, convegno su creatività e AI in discografia, al MIR 2026