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L’ordine professionale dei dj? Proprio adesso?

Gli ordini professionali italiani sono secondi solo allo stato come qualità e quantità di lavoro che fanno, ovvero difendono il nulla dei loro assistiti. Qualche esempio.

Andrea Scanzi, che scrive di aver fatto bene ad essersi vaccinato perché ha 2 milioni e 100.000 follower e grazie a lui si vaccineranno più persone (mentre i novax italiani sono ormai solo l’11% e non certo per Scanzi, per la paura di crepare), dovrebbe essere se non sanzionato, rimesso al suo ruolo di “semplice” giornalista (uno che racconta i fatti). E non parlare come “giornalista” (che infatti non è: è soprattutto un INFLUENCER / OPINIONISTA).

L’ordine professionale dei giornalisti che lo accoglie dovrebbe farsi sentire e rimetterlo al suo posto. Ovviamente non succede.

E l’ordine dei giornalisti difende davvero i giornalisti che per il loro lavoro vengono attaccati dalla mafia o dal potente di turno? No o non abbastanza. Se va bene lo fanno gli editori delle testate per cui scrivono. Ci sono tanti paesi al mondo, soprattutto quelli anglosassoni, in cui c’è molta più libertà di stampa che in Italia, in cui l’Ordine dei giornalisti non esiste. C’è, come per altre professioni, un elenco professionale / associazione / sindacato, magari (che è tutta un’altra cosa).

L’Ordine degli avvocati nazionale, invece di essere d’accordo con quello toscano che ha chiesto alla regione toscana (minuscolo) la precedenza nei vaccini, dovrebbe, essere “espulso”. Il presidente dell’ordine toscano dovrebbe essere pubblicamente ripreso dal presidente nazionale. Che dovrebbe dire: “NON siamo d’accordo. Noi avvocati NON dobbiamo vaccinarci per primi”. Siccome non succede, diventa molto difficile, credere negli avvocati come insieme.

E ovviamente, gli ordini professionali di medici ed infermieri che non BUTTANO FUORI A PEDATE NEL SEDERE (forti) i loro associati medici e infermieri NOVAX non è che non servono a niente. FANNO MALE a tutti noi italiani.

Per questo e mille altri motivi, non credo che l’ordine professionale dei dj a cui molti professionisti del settore aspirano servirebbe a qualcosa. Anzi. Credo che molti dj esperti vogliano semplicemente organizzarsi, in questo momento di stop per fare ‘cartello’ e mettersi “tutti insieme” a bloccare i giovani talenti, cosa che in qualche modo hanno sempre cercato di fare.

Ovviamente un dj che mixa male non può far davvero male a nessuno (se non forse all’udito del pubblico, se alza troppo il volume). Per questo non serve affatto un ordine professionale che tuteli i dj accusati di problemi che non hanno creato (come accade spesso ad altre professioni). Un medico può invece fare invece danni pazzeschi. Succede perché i dj, quasi sempre, non possono fare un lavoro “a regola d’arte”, come gli artigiani né completare con successo una operazione sanitaria. Il dj è un mestiere artigianale che lavora con un’arte vera, eterna, la musica, in cui è molto difficile separare il gusto personale dal lavoro. Se chiamo un ottimo dj drum and bass e nessuno balla la musica, la colpa è mia, non del dj (etc). Esiste un ordine professionale dei musicisti, in Italia? Ovviamente no. Perché chi non sa suonare la tromba non nuoce a chi campa suonandola bene.

Oggi che non si incassa i dj possono anche investire un po’ di tempo nel fare squadra, sia pure a distanza e chiedere soldi allo stato, come del resto hanno fatto con successo tante altre categorie. Un altro modo per incassare, per top dj e dintorni, potrebbe essere quello di organizzare ‘corsi obbligatori’ (tipo quelli per giornalisti), da frequentare per poter fare il dj. Da top dj a professore è un attimo.

Speriamo che coloro che più hanno guadagnato negli anni, tanti, falliscano, visto che nella filiera dell’intrattenimento sono loro quelli che hanno incassato di più rischiando di meno.

Negli anni, per i dj e per tutti gli addetti ai lavori dell’intrattenimento, è mancato il “tutti insieme“, perché ogni singolo dj è una stella a sé stante, da venerare a distanza e ovviamente da strapagare perché depositaria di musica e cultura e genio.

E se i dj non sono uniti, figuriamoci gli altri.

Lorenzo Tiezzi x AllaDiscoteca

PS

Siccome ho già espresso il mio parere negativo più volte sull’ordine professionale per i dj, lascerò a dj & dintorni la parola qui su AllaDiscoteca, a chi invece sta provando a realizzare questo successo. A differenza di altri non credo che separare fatti ed opinioni, in certi casi, sia possibile. E quindi chi legge potrà farsi la sua opinione analizzando quelle di tanti altri.

3 thoughts on “L’ordine professionale dei dj? Proprio adesso?

  1. Io credo che il concetto sia giusto ma il problema come in tutto in questo paese è di chi gestisce queste cose , la soluzione è prendere coscienza di ciò che si è e si è in grado di fare , unire le competenze non le persone con le medesime competenze altrimenti si crea rivalità malsana. Bisogna cambiare la cultura a partire da se stessi . Facciamo un lavoro che è condivisione . Se di questo ne giovano solo pochi e sempre gli stessi a prescindere dal merito , decade il concetto di condivisione e allora si deve parlare di altro non di dj o clubs. Buona musica a tutti

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