Nina Kraviz fa ballare la bella Milano del Salone, con disco e concerti fermi

Che bello sarebbe ballare con Nina Kraviz a Milano, oggi e non domani. Solo che non si può. Sicuri? Sicuri Sicuri?

Che dire di questo periodo in cui in Italia si può fare più o meno tutto, anche in discoteca all’aperto (basta non farsi beccare, sennò la multa è spesso solo 400 euro, ma solo in certi casi), ma soprattutto altrove?

Io sono incazzato nero.

Il mio pensiero è questo: mi vergogno del mio paese. C’è un casino di regole e regolette che spesso vengono infrante da chi può.

E chi è che non può se non i party privati super sponsorizzati legati ad un evento che fa girare un sacco di soldoni come il Salone del Mobile a Milano, la Milano sempre ligia alle regole (certo, perché lo scudetto dell’Inter è stato festeggiato ‘sobriamente). E la stessa Milano del GP di Monza, certo.

E se abiti a Messina o a Pavia e tutto questo non c’è? Non pretenderai mica di divertirti? E’ VIETATO (se non sei invitato)

Date un’occhiata con i vostri occhi al bel party sponsorizzato da una birra e da un sito musicale in cui la bella e bravissima Nina Kraviz ha fatto scatenare la città. Con le disco e i luoghi da concerto chiusi, oppure trasformati in bar con musica.

NB Non faccio stamp perché si vedono male, mentre se guardate il video vedete tutto benissimo.


C’è gente in piedi che beve e balla.

Nessuna mascherina.

Poco o nessun distanziamento.

La splendida Nina Kraviz è eccellente nel selezionare musica chic che fa muovere il BIP (certo, il sedere)

E’, come può vedere chiunque, più o meno la situazione di una normale discoteca con non troppa gente dentro, ovvero una situazione facilmente replicabile con una capienza per i locali un po’ inferiore a quella attuale (già tra le più basse al mondo in Italia) Ma le disco sono chiuse. E i party privati si possono fare, anche se sono proprio come una serata in discoteca.

L’Italia resta il paese dei furbetti, di chi si arrangia e di di regole diverse a seconda di chi deve rispettarle. I cattivi, ovvero i discotecari, categoria di di cui fanno parte diverse pecore nere (ma non tutte) gestiscono solo i ragazzi, che possono essere sacrificati al bene comune.

E così, senza nessuna logica, mentre in Gran Bretagna non adottano il Green Pass perché tanto non serve, mentre a Berlino già si balla anche al chiuso (e il Corriere della Sera se ne accorge 10 giorni dopo AllaDiscoteca, anvedi che attenzione la grande stampa italiana), da noi si balla un po’ anche nelle poche disco aperte, soprattutto in Lombardia…

Potrebbe essere logico non ballare affatto, sia chiaro. Se stiamo peggio di altri paesi giusto BLOCCARE TUTTO.

L’unica cosa illogica è bloccare solo le discoteche, già in difficoltà come formato, come luogo. E con loro solo i ragazzi normali. Non quelli fortunati invitati ai party privati. Sponsorizzati.

Ripeto: la discoteca, che già era in difficoltà, poteva forse rinnovarsi dopo il Covid-19 e diventare meno obsoleta. Grazie alla totale miopia di chi ci governa, la disco sta morendo. Anzi è defunta. Le disco italiane, semplicemente, non esistono quasi più. E non rinasceranno in tempi brevi.

Ma intanto, si balla, sulle macerie delle disco, anche e soprattutto a Milano. Come dicevamo, gli eventi privati del mitttttttico (diverse T, così è più mitico) Salone del Mobile milanese. Perché grazie al sempre splendido Beppe Sala, Milano ormai è ripartita. Mica si può fermare. Se poi i grandi locali della città, quelli che danno lavoro a centinaia di persone (Alcatraz, Fabrique, Amnesia, etc) sono fermi, chi se ne frega. L’importante è fare incontri con le ‘categorie’ e fare splendide e quotidiane photo opportunity.

In fondo, sempre robette di ragazzi sono. La grande politica si fa su Facebook con le fotine e su Facebook i ragazzi mica ci sono.

Chi è nervoso e/o disperato a tutte le ragioni per esserlo. Io sono incazzato nero.

Mi ci vorrebbe un party con Nina Kraviz, ma non mi ci invitano.

Lorenzo Tiezzi x AllaDiscoteca