Discovery Top 5 / Le furbate latin di Eli Escobar, Defected e Idris Elba e il lato trance dei Chocolate Puma

Eccoci con Discovery Top 5. Questo mese facciamo un’eccezione e segnaliamo non una bensì 5 produzioni, come in questo speciale dedicato al ritorno delle house inglese alle battute veloci. Una Top 5 corredata da link, commenti, voti. Ci sono gli anni ’90 crossover e sfacciati di Will Clarke e quelli balearici e di tendenza di Eli Escobar. Poi c’è Defected che rilancia (o ricicla) anch’essa la house con influenze latin & tribal E Tomorrowland Music che pubblica la traccia che non ti aspetti. E che traccia! Cover zero, per fortuna. Come sempre, ce ne teniamo il più possibile alla larga. Abbondano però stili e suoni del passato, con qualche nuova interessante idea cucita attorno…

1) ELI ESCOBAR – MON AMOUR

Dall’EP “Fixed Our Love”, house alla Sueno Latino (o alla Key Tronics Ensemble, la sostanza rimane invariata) in salsa moderna. Mon Amour, furba produzione da 7, pare uscita dal prezioso scrigno di etichette come DFC / Expanded o Irma, tra le mille e più perle della italo o paradise house degli albori degli anni ’90. Ipnotica.

2) WILL CLARKE, BURNS – GIVE ME

Selezione tardiva per quest’altra pillolona stile ’90, da sufficienza piena. Base robusta e di solida fattura che omaggia il mood dell’epoca, senza copiare, senza grosse pretese. Il vocal riporta i nostalgici (ma non troppo, visto il momento) a pensare a chissà quanti progettoni della UMM / Flying e dei migliori team italiani dell’epoca. Dall’Inghilterra… all’Italia. Che ne dite del secondo brano di questa Discovery Top 5?

3) CHOCOLATE PUMA – VOIDWALKER

Ritorno in salsa techno / trance da 7 e mezzo dei mastri Chocolate Puma. Questa modalità ci ricorda un po’ la parentesi come Riva, loro super progetto del 2001 che dai club passò alle radio grazie alla voce di Danni Minogue. Sulla camaleontica etichetta di Tiesto, saldamente in orbita Spinnin’. Verticale.

4) FERRECK DAWN – EASY BABY

Pop house senza sbattersi troppo, nel suo consueto stile morbido, per l’artefice dell’indimenticata In My Arms. Vocal un po’ alla Robert Owens e suggestioni da abito da sera. E’ la sorpresa, il disco che meno t’aspetti, sull’etichetta del festival dai mille colori. Interessante. E più che sufficiente.

5) IDRIS – LA TRUMPETA + THE CURE & THE CAUSE REMIX

Marcetta latin house che non fa scattare quella alchimia immediata e dirompente dei bastioni che cerca qui e là di rievocare. Poche pretese, resta comunque un disco godibile, con quella tromba furbetta che finisce per emergere per forza. Voto 5.5.

Sempre nei paraggi ma ben più incisivo, Elba ritocca pure una perla come The Cure & The Cause e dona ad essa una veste piacevole, fresca, decisamente inaspettata. Voto al remix: 7.5.

Leonardo Filomeno x Alladiscoteca