L’Italia non va ai Mondiali, ancora. E una volta in Fiesole c’era scritto “Onora il padre”, per Antognoni…


L’Italia non va ai Mondiali di calcio, ancora. E una volta in Curva Fiesole, quella dei tifosi della mia Fiorentina c’era uno striscione con su scritto “Onora il padre”, dedicato ad Antognoni. Oggi non c’è più. Ma Antognoni compie gli anni oggi, 1 aprile. Io, il 29 marzo. Gli anni passano sempre, questo è sicuro. Lasciamo ad altri le analisi sullo sport, oggi voglio stare spento (certo, cito il Vasco di Vivere).

Anzi, non andiamo ai Mondiali. Perché per noi italiani over 40 o over 30 l’Italia sembra sempre essere quella del pallone. Sarà sempre così per tutta la vita.

Gli anni passano sempre e siamo diventati una corazzata in tanti altri sport: tennis, atletica, nuoto, sport invernali. Abbiamo organizzato una buona Olimpiade Milano Cortina 2026. Quello che sembrava impossibile succede sempre, perché il tempo cambia tutto. Avanti, sempre avanti. Tutto cambia e cambiamo anche noi, situazione dopo situazione, canta Vasco (certo, in Anima Fragile).

Vediamo solo le cose negative della vita? Spesso sì. L’uomo campa di inutili lamenti.

Ma come sto cambiando, io? Mica tanto bene. Malinconico, un po’ in crisi come l’Italia del calcio e l’Italia tutta. Vedo più le cose che non ci sono più di quelle che ci saranno… ed è la prima volta che mi succede. Non è l’età che ti fa sentire così, forse, sono i momenti.

Non siamo più un paese di calciatori e in curva Fiesole lo striscione dedicato ad Antognoni non c’è più.

Anche io, 54 anni, Antognoni come giocatore lo ricordo poco. Ero bambino che smetteva di giocare. La sua parabola di imprenditore a Firenze con i suoi negozi di sport fu poi fallimentare, ma lo so solo tramite il mio babbo, che non c’è più, anche queste informazione è andata più o meno persa. Qualcuno ricorderà forse la sua carriera come dirigente della Fiorentina? Boh. Non so. Non abbiamo vinto niente, con lui alla scrivania, per cui sarà dimenticato. Anzi è già stato dimenticato

“Tutto questo va perduto, come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”, dice il Replicante in Blade Runner (cito a memoria, dirà senz’altro meglio di così). E oggi io mi sento così. Il tempo passa e ti ruba quello che hai, come canta Bennato (Una settimana, un giorno)

Avevo 23 o 24 anni e avevo l’abbonamento in Curva. L’ho avuto solo per un paio d’anni, 30 anni fa lo striscione c’era.

Da quant’é che in Fiesole lo striscione per Antognoni non c’è più? Certo, che saperlo con esattezza non mi servirebbe a molto. O forse sì. Mi informerò.

Lo sport e l’arte mi riempiono il cuore, che ovviamente è sempre meno aperto, per evitare inutili ferite. Un’altra splendida primavera è arrivata, ma fa freddo.

E siamo qui. A godercela, in qualche modo inadeguato. E vorrei fare come mio zio Mario (giornalista, traduttore, poeta a tempo perso, come me, senz’altro eprso)… mio zio cche prima di andarsene, se ricordo bene nel 1983, nell’82 si comprò un enorme televisore per vedere i Mondiali di Calcio.

Avanti, sempre avanti.