AGcom, Diaco e Ordine dei giornalisti, aboliamo tutto, TUTTO! – #ltcpills… mentre leggi guarda il video su Insta qui sotto.
Pierluigi Diaco, che sarebbe, anzi è, un giornalista, ha intervistato per il programma non giornalistico della Rai “Bella Ma” un ex prete che ha scritto un libro che è diventato un influencer e che è protagonista di Ballando con Le Stelle…
L’intervista è veramente molto sgradevole, molto aggressiva, anche se l’intervistato, che si chiama, se non sbaglio, Alberto Ravagnani, ha tenuto testa all’intervistatore uscendone comunque piuttosto bene (e alla fine a Diaco mica gliel’ha detto se è omosessuale oppure no, domanda che personalmente ritengo faccia veramente schifo).
Patrick Facciolo ha analizzato questa bruttissima intervista da un punto di vista comunicativo in maniera esemplare.
Francesco Oggiano, che di solito ci azzecca sempre, questa volta invece secondo me sbaglia perché parla diritto di cronaca, ma il diritto di cronaca ce l’hanno i giornalisti quando fanno i giornalisti su testate giornalistiche.
In questo caso, Pierluigi Diaco non fa il giornalista perché è il conduttore di un programma di intrattenimento: un programma sul nulla.
Chi partecipa a un programma sul nulla sa che può essere anche sottoposto a prove del tutto cretine, tipo i partecipanti al grande Fratello, ballando con le stelle oppure interviste demenziali come quella che ha subito in TV..
Una intervista non giornalistica.
anche le iene, tra l’altro è un programma non giornalistico condotto da una giornalista: Veronica Gentili.
Quello che personalmente farei (e non scherzo per niente: è:
abolire l’Ordine dei giornalisti e abolire quindi le testate giornalistiche, tanto nessuno capisce bene quando si fa giornalismo e quando si fa pubblicità, eccetera….
E poi abolirei anche Agcom, che permette di fare pubblicità indirettamente alle scommesse sportive, tramite siti informativi ovvero più o meno giornalistici, anche se questa pubblicità sarebbe illegale.
Aboliamo tutto che tanto noi giornalisti siamo dei chiacchiera-tori come gli altri.
(Lorenzo Tiezzi)